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Juventus-Chiesa: la nuova formula per convincere il Liverpool

Spalletti spinge per il ritorno dell’esterno: prestito oneroso con obbligo di riscatto sul tavolo

4 min di lettura

Alla Continassa il mercato non è più una suggestione: è una priorità tecnica. La Juventus ha deciso di affondare su un nome che conosce bene e che risponde a un’esigenza chiara di campo. Federico Chiesa è tornato in cima alla lista, non come nostalgia, ma come soluzione immediata per l’attacco di Luciano Spalletti.

Chiesa-Juve, una volontà condivisa

Il punto di partenza è semplice: Federico Chiesa ha aperto al ritorno a Torino e Spalletti ha dato il suo via libera. Due condizioni necessarie che la Juventus ha trasformato in un lavoro concreto. I primi tentativi, però, hanno sbattuto contro un muro. Il Liverpool non prende in considerazione formule leggere. Prestito secco o con diritto? Respinti. La posizione dei Reds è netta: Chiesa può partire solo a titolo definitivo. Una rigidità che ha costretto la dirigenza bianconera a ricalibrare la strategia.

La nuova formula: prestito oneroso con obbligo

Qui entra in scena il vero piano Juve. L’amministratore delegato Damien Comolli e il direttore sportivo Marco Ottolini stanno lavorando a una proposta più strutturata: prestito oneroso con obbligo di riscatto. Una formula che avvicina le parti e che potrebbe incontrare il favore della dirigenza inglese.

La mossa non è casuale. Permette alla Juventus di diluire l’investimento e al Liverpool di avere certezze economiche. Il costo complessivo dell’operazione si aggirerebbe attorno ai 15 milioni di euro, una cifra ritenuta sostenibile se accompagnata dalle giuste uscite.

Il fattore Salah e i tempi dell’operazione

C’è però una variabile che rallenta tutto: Mohamed Salah. Il rientro dell’egiziano, impegnato in Africa Cup of Nations, è un passaggio chiave per il Liverpool. Finché Salah non tornerà a disposizione, i Reds difficilmente scioglieranno il nodo Chiesa. Il calendario africano impone attesa. E Chiesa lo sa: spingere sì, forzare no.

Come finanziare il ritorno

La Juventus non vuole fare salti nel buio. Per chiudere l’operazione servono uscite mirate, non traumatiche. Il primo nome sulla lista è João Mário, in uscita a titolo definitivo. Piace in Premier e in Portogallo, e una sua cessione libererebbe risorse immediate. In prospettiva, il ruolo potrebbe essere coperto da Óscar Mingueza, ma solo più avanti.

Poi c’è il giovane Vasilije Adžić, per cui si valuta un prestito, nonostante la sua volontà di restare. Diverso il discorso per Loïs Openda: non è sul mercato, vincolato da condizioni contrattuali precise. Restano sullo sfondo ipotesi più delicate. Federico Gatti non vorrebbe muoversi, mentre una cessione di Teun Koopmeiners sarebbe economicamente devastante: servirebbero cifre fuori scala per evitare una minusvalenza pesante.

Un ritorno che è scelta tecnica, non sentimentale

Chiesa non è una bandiera da rimettere al suo posto. È un profilo funzionale, che Spalletti ritiene ideale per dare strappo, profondità e imprevedibilità a un attacco che ne ha bisogno. I numeri in Inghilterra sono lì a dirlo: continuità di impiego e contributo concreto. La Juventus ci prova sul serio. Ora la palla passa al Liverpool e ai tempi dettati dall’Africa. Ma la direzione è tracciata: Chiesa è il primo nome, e questa volta non è solo un’idea.

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