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Juventus, il vice Yildiz prende forma: Chiesa resta un’idea viva

Contatti avviati, formula da costruire e alternative già pronte: il mercato bianconero si muove tra esterni e centrocampo

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La Juventus si muove, osserva, aspetta il momento giusto. E soprattutto ragiona su una casella diventata improvvisamente scoperta, quella alle spalle di Kenan Yildiz, spremuto oltre il previsto in una prima parte di stagione che lo ha reso centrale, forse troppo, nel progetto tecnico.

Da qui nasce un’idea che ha il sapore del ritorno, ma anche quello di una scommessa calcolata: Federico Chiesa. Un nome che alla Continassa non è mai diventato passato del tutto.

Un nome che torna, ma non alle stesse condizioni

I contatti esplorativi con l’entourage dell’esterno azzurro hanno riaperto uno scenario che fino a qualche settimana fa sembrava lontano. La Juventus non cerca un titolare aggiunto, ma un’alternativa credibile, immediata, pronta a incidere senza stravolgere gerarchie e assetti. Ed è qui che Chiesa rientra nel quadro, non come simbolo, ma come soluzione funzionale.

Il problema, come spesso accade, è a Liverpool. I Reds non hanno mai realmente aperto al prestito secco, considerandolo una formula priva di garanzie, soprattutto in una fase della stagione resa fragile dall’assenza di Mohamed Salah, impegnato in Coppa d’Africa e con un futuro che resta tutto da definire. In questo contesto, liberarsi di Chiesa senza certezze di ritorno tecnico non è una priorità.

La Juventus, però, non ha chiuso la porta. Anzi, sta lavorando su una struttura più complessa: prestito con diritto di riscatto, pronto a trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Una formula che richiede tempo, pazienza e incastri, ma che permetterebbe ai bianconeri di non immobilizzare risorse subito e al Liverpool di non svalutare il cartellino.

Alternative già studiate, senza strappi

Proprio perché i tempi rischiano di allungarsi, a Torino non si resta fermi. Il casting per il ruolo di esterno offensivo è già avviato e segue una logica precisa: occasioni di mercato, profili pronti o recuperabili, senza aste né guerre di nervi.

C’è il nome di Albert Gudmundsson, talento offensivo che piace da tempo ma che si scontra con una realtà ben nota: trattare con la Fiorentina e con Rocco Commisso è raramente semplice, soprattutto quando dall’altra parte c’è la Juventus.

Poi c’è Daniel Maldini, profilo giovane, tecnico, italiano, in uscita dall’Atalanta e già finito nel radar di altre big. Un’opzione di prospettiva, più che di impatto immediato, ma coerente con una strategia di ringiovanimento mirato.

Infine, il nome che internamente stuzzica di più: Yannick Carrasco. Esperienza internazionale, capacità di giocare su più corsie, disponibilità a rientrare in Europa dopo la parentesi saudita. È il profilo che garantirebbe meno incognite e più affidabilità nel breve periodo.

Non solo esterni: il centrocampo resta un dossier aperto

Il mercato bianconero, però, non si esaurisce sugli esterni. In parallelo, la dirigenza continua a valutare un innesto a centrocampo, soprattutto se dovessero aprirsi spiragli inattesi. In questo senso, Davide Frattesi resta un nome osservato con attenzione.

Il minutaggio ridotto all’Inter ha acceso interessi trasversali, ma nelle ultime ore si è inserita una concorrenza concreta dall’Inghilterra. Il Nottingham Forest sta cercando un centrocampista dinamico e valuta Frattesi come profilo ideale, anche alla luce delle difficoltà legate a Douglas Luiz, il cui rendimento non ha convinto del tutto. La valutazione fissata dall’Inter è alta, intorno ai 35 milioni. Una cifra che raffredda più di una pista italiana, Juventus compresa, e che rende l’operazione complessa senza cessioni preventive.

È un mercato che si muove per linee sottili, fatto di attese, finestre improvvise e decisioni da prendere al momento giusto. La Juventus lo sa e resta vigile: Chiesa è un’idea viva, non l’unica. Ma è quella che, oggi, racconta meglio il senso di questa sessione di gennaio.

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