Alla Continassa la linea è tracciata e non cambia con il calendario. Anche contro il Lecce, la Juventus si affida a un attacco a rotazione, con due centravanti pronti a dividersi il palcoscenico e un talento che resta il punto fermo di tutto il sistema. Luciano Spalletti non fa mistero delle sue scelte: gestione, alternanza, intensità. È così che la Juve intende continuare a vincere.
Juventus-Lecce, l’attacco a due tempi di Spalletti
L’assenza prolungata di Dusan Vlahovic ha imposto soluzioni nuove, ma il tecnico bianconero ha trasformato l’emergenza in metodo. Contro il Lecce, allo Stadium, la Juventus non cambierà spartito: Loïs Openda e Jonathan David si alterneranno, non giocheranno insieme.
Una staffetta studiata, che ha dato equilibrio e risultati. La Juventus arriva alla sfida con una striscia aperta di quattro vittorie consecutive tra campionato ed Europa, segnale di una squadra che ha trovato una propria identità anche senza il centravanti titolare.
Openda avanti, David arma nella ripresa
La sensazione è che la maglia da titolare spetti ancora a Openda. Il belga ha rotto il ghiaccio in Serie A contro la Roma e ha mostrato di poter essere utile anche lontano dall’area: pressione costante, attacco alla profondità, lavoro sporco per la squadra. Non un finalizzatore classico, ma un elemento che si inserisce perfettamente nei meccanismi di Spalletti.
David, invece, resta la carta da giocare a partita in corso. Il canadese non ha ancora trovato continuità sotto porta in campionato, ma il suo ingresso a difese stanche è una variabile che la Juve considera preziosa. Cambia il ritmo, cambia il tipo di minaccia.
Yildiz, il punto fermo
Alle spalle dei centravanti non si discute: Kenan Yildiz è il riferimento tecnico della nuova Juventus. Tocca palloni, detta i tempi, si prende responsabilità. È il giocatore attorno a cui ruota l’intero reparto offensivo, indipendentemente da chi parte o entra.
Conceição in bilico, Zhegrova pronto
Resta un’incognita sulla fascia. Francisco Conceição rientra dopo un affaticamento e verrà valutato fino all’ultimo. Quando è al meglio, è uno dei pochi capaci di spaccare le partite nell’uno contro uno, ma lo staff non vuole correre rischi inutili.
Se il portoghese dovesse partire dalla panchina, l’alternativa è già pronta: Edon Zhegrova ha risposto presente a Pisa e incarna perfettamente l’idea di Spalletti sulle corsie esterne: qualità, imprevedibilità e rotazioni continue.
Continuità cercasi
La Juventus non guarda solo alla singola partita. L’obiettivo è dare continuità a un sistema che funziona, fatto di gestione delle energie e concorrenza interna. Contro il Lecce, Spalletti chiede un altro passo avanti: stessa struttura, interpreti diversi, identica ambizione.

