La Juventus ha deciso di non aspettare oltre. Il 2026 si apre con una mossa che vale più di un acquisto: blindare Kenan Yildiz e farlo diventare il perno dichiarato del progetto bianconero. Non è più solo una volontà, ma una strategia ormai entrata nella fase conclusiva.
Juventus, accelerazione decisiva su Yildiz
In casa bianconera il dossier Kenan Yildiz è diventato prioritario. Non per paura, ma per scelta. Le sirene europee hanno fatto rumore – Arsenal, Liverpool e Bayern Monaco hanno chiesto informazioni – ma la Juventus ha risposto nel modo più netto possibile: si costruisce intorno a lui.
Il club non vuole arrivare al punto in cui il tempo diventa un nemico. Per questo l’accelerazione è stata improvvisa, concreta, irreversibile.
Non solo soldi: due promesse che cambiano tutto
Il nodo non era esclusivamente economico. Certo, l’ingaggio verrà pesantemente rivisto al rialzo, fino a quadruplicare le cifre attuali, riconoscendo a Yildiz uno status da top player vero. Ma non è stato questo l’argomento decisivo.
La svolta è arrivata su due garanzie precise: centralità tecnica assoluta. Yildiz non sarà “uno dei talenti”, ma il riferimento offensivo della Juventus. Minuti, responsabilità, libertà creativa: il progetto passa dalle sue giocate, senza ambiguità.
Continuità in panchina: La dirigenza ha scelto di legare il futuro del numero 10 a quello di Luciano Spalletti, l’allenatore che più di tutti ne ha valorizzato personalità e crescita. Sul tavolo c’è un’estensione fino al 2028, segnale politico prima ancora che tecnico. Due promesse che parlano di visione, non di compromessi.
Il ruolo di Comolli e la linea del club
Dietro l’operazione c’è la regia di Damien Comolli, che ha spinto per una soluzione rapida e strutturale. Il messaggio è chiaro: la Juventus non vuole più inseguire, ma trattenere e costruire. Yildiz viene considerato un patrimonio sportivo e identitario. Per questo la trattativa è stata impostata per chiudersi senza strappi, ma con fermezza.
Firma vicina, speculazioni al capolinea
La sensazione che filtra dall’ambiente è una sola: la firma è questione di tempo. Pochi passaggi formali, poi l’annuncio. Con il rinnovo, la Juventus si garantirebbe stabilità tecnica e forza contrattuale, spegnendo sul nascere qualsiasi assalto estero. Non è solo un rinnovo. È una dichiarazione d’intenti: la Juventus del futuro ha già un volto, e parla turco.

