Nella mattinata di oggi, l’ambiente bianconero si è risvegliato con un’unica priorità nell’agenda: Dusan Vlahovic. Quella appena iniziata si preannuncia come la settimana spartiacque per il centravanti serbo, chiamato a risolvere contemporaneamente l’impasse realizzativa della Juventus e l’enigma contrattuale che ne condiziona il futuro. Dopo mesi di esperimenti tattici infruttuosi, che hanno visto il tecnico Luciano Spalletti alternare senza successo profili come David, Openda, McKennie e il giovane Yildiz nel ruolo di riferimento avanzato, la centralità del numero 9 è tornata a essere un dogma indiscutibile per il sodalizio torinese.
Il fallimento dei “falsi nove” e la necessità del centravanti puro
L’analisi tattica degli ultimi mesi ha evidenziato una lacuna strutturale nella manovra offensiva juventina. Nonostante il dinamismo di Kenan Yildiz e l’adattabilità di Openda, nessuno degli interpreti testati da Spalletti è riuscito a garantire quel peso specifico all’interno dell’area di rigore che solo un attaccante di razza può offrire. La “congiuntura del gol” ha subito una brusca frenata, spingendo la dirigenza a una riflessione profonda: la Juventus non può prescindere da Vlahovic. Il serbo, che ha osservato con impazienza i compagni da bordocampo a causa dei recenti problemi fisici, è ora pronto al rientro definitivo, previsto per la trasferta di sabato prossimo contro l’Udinese.
Trattative alla Continassa: l’ombra del padre e i nuovi parametri
Parallelamente al recupero atletico, la partita più complessa si gioca negli uffici della sede sociale. A Torino è giunto in queste ore il padre del calciatore, il signor Milos, accompagnato da un intermediario di fiducia per riallacciare i nodi di una trattativa di rinnovo rimasta a lungo in una fase di stallo. La posizione della Juventus, come riportato dalle colonne di Tuttosport, è chiara: il club punta a un prolungamento che si allinei ai nuovi parametri di sostenibilità economica inaugurati dalla proprietà. «L’offerta sul tavolo prevede una base fissa leggermente inferiore a quella percepita da Kenan Yildiz, ma con una struttura di bonus in grado di soddisfare le ambizioni del calciatore», emerge dai corridoi della Continassa.
Verso Udine: la missione riscatto di Dusan
Il summit decisivo tra le parti è previsto entro la metà della settimana, con l’obiettivo di trovare un punto d’incontro che garantisca serenità al giocatore prima del fischio d’inizio al Friuli. C’è apertura al dialogo da entrambi i fronti: Vlahovic desidera riprendersi la leadership dell’attacco e la società vuole blindare il suo asset più prezioso per evitare pericolose scadenze. Sabato sera, sotto le luci dello stadio di Udine, il campo emetterà il primo verdetto, ma la sensazione è che il futuro dello “Zar” sia destinato a tingersi ancora di bianconero, a patto di accettare la nuova architettura salariale del club.
