Il rapporto Tra Josè Mourinho e la Juventus non è mai stato banale. Dai tempi dell’Inter del Triplete fino alle più recenti notti europee, il tecnico portoghese è sempre stato percepito dai tifosi bianconeri come una figura divisiva, spesso provocatoria, mai neutra.
Ogni ritorno dello Special One a Torino è accompagnato da fischi e polemiche, uno scenario che si ripeterà con ogni probabilità anche mercoledì sera in occasione di Juventus-Benfica, sfida pronta a riaccendere una rivalità fatta di gesti iconici e dichiarazioni rancorose. Dal celebre “zero tituli” fino alle accuse dirette ai tecnici bianconeri dell’epoca; Mourinho non ha mai nascosto il suo antagonismo sportivo verso la Vecchia Signora.
Un odio mai mutato
Gli anni passano per tutti, ma non per la rivalità tra José Mourinho e la Juventus, che continua a rimanere sorprendentemente intatta. Il tempo non ha smussato gli angoli, né cancellato le immagini che hanno segnato questo rapporto fatto di tensioni e provocazioni. Anzi, alcuni episodi relativamente recenti hanno contribuito ad alimentare ulteriormente un clima già incandescente.
Basti pensare ai tempi in cui il tecnico portoghese sedeva sulla panchina del Manchester United. Le tre dita mostrate al pubblico bianconero, a ricordare il Triplete conquistato con l’Inter, e la celebre mano portata all’orecchio allo Stadium restano gesti emblematici, diventati icone di un’antipatia mai realmente sopita. Scene che hanno infiammato i tifosi juventini e rafforzato l’ostilità dello Stadium nei confronti di Mourinho. Provocazioni che lo stesso allenatore ha sempre ricondotto a “ricordi negativi” legati al suo passato nerazzurro.
Non è un caso, del resto, che Mourinho abbia più volte dichiarato pubblicamente di non potersi mai sedere sulla panchina della Juventus, sottolineando come il legame costruito con l’Inter rappresenti un confine invalicabile. Una presa di posizione che, nel mondo bianconero, non ha fatto altro che rafforzare la percezione di un rapporto destinato a restare distante.
Oggi, al netto delle rivalità e dei ricordi, una certezza resta, Juventus e Mourinho non saranno mai una semplice partita da 90 minuti. L’attenzione va oltre il campo, si sposta sulle conferenze stampa, sulle dichiarazioni, sui gesti. In palio ci sono tre punti pesanti per il cammino europeo, ma anche l’ennesimo capitolo di una storia che, ancora una volta, promette di far parlare ben oltre il triplice fischio.

