Si contano ormai i giorni, e non più le settimane per l’ormai imminente rinnovo di contratto di Luciano Spalletti con la Juventus. L’accordo attuale, stipulato con la dirigenza a seguito dell’esonero di Igor Tudor lo scorso autunno, prevede uno stipendio di tre milioni di euro più eventuali bonus, con la scadenza prevista a giugno. Oltre ai risultati, sono le sensazioni generali che circondano l’allenatore a far ben sperare per un incombente prolungamento. Sensazioni condivise da tifosi da un lato e da giocatori dall’altro, ma anche da parte della dirigenza, che sembra ormai essersi decisa sul da farsi, grazie anche alle parole nette pronunciate dal frontman Giorgio Chiellini.
Continuità, per interrompere la frammentarietà dell’ultimo quinquiennio
Il primo dei tre punti che potrebbero essere individuati come centrali nelle idee di rinnovo della società è proprio quello della continuità. Tema più volte messo al cuore della discussione nell’ambiente juventino, soprattutto dalla fine della prima avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina bianconera, terminata nel maggio 2019. Da quel momento il caos sembra essersi impadronito della Continassa: prima il tentativo di una svolta che puntasse al gioco con l’arrivo di Sarri, subito messo alla porta dopo una stagione che comunque lo ha visto vincere il campionato. A seguire una figura che incarnasse il cosiddetto “spirito Juve”, Andrea Pirlo, che oltre alla Coppa Italia e la Supercoppa conquistate, non sembra aver lasciato particolari ricordi nella memoria collettiva del tifoso juventino.
Si torna dunque all’usato di qualità, ossia l’Allegri bis, che non porta i risultati sperati (complice anche una situazione societaria non esattamente rosea). Via da capo allora, con l’avvento del promettente Thiago Motta, e la speranza di una Juventus davvero bella da vedere. Come con Sarri, ennesimo esperimento fallito e, come fatto tre anni prima, la figura di Tudor viene usata più come tappabuchi momentaneo che come nuovo punto di partenza.
Spalletti l’uomo giusto per aprire un nuovo capitolo
Ecco allora il senso del rinnovo di Luciano Spalletti. Non si tratterebbe in questo caso né di un giovane talentuoso ma inesperto nelle grandi piazze come Thiago Motta, né di uno specchietto per le allodole confezionato per limitare i sentimenti sempre più malinconici di una tifoseria da tempo non abituata a vincere. Al contrario, il tecnico di Certaldo rappresenterebbe una figura ideale per l’attuale rosa, capace di farla crescere e, soprattutto, fargli capire il significato della maglia con cui ogni settimana scendono in campo.
Rinnovamento, per svecchiare un ambiente troppo incrostato
Il secondo punto andrebbe a riguardare una prospettiva ugualmente al fulcro della questione juventina. Un ambiente come quello di Torino, per DNA abituato a vincere con continuità, sembra essere appassito negli ultimi anni a causa di diversi fattori. Cattivi investimenti, scelte societarie sbagliate ed errori di campo, hanno fatto sì che la Juventus non si presenta tra le contendenti allo Scudetto da ben 5 anni. Basti pensare che Manuel Locatelli a fine stagione diventerà il capitano con più presenze senza aver mai vinto un campionato con la Vecchia Signora. In questo senso, il vento nuovo che si respira nel capoluogo piemontese dall’arrivo di Spalletti sembra poter essere non una panacea, ma quantomeno una possibile soluzione a questo problema.
Investimento: rinnovando il mister la Juve punta anche sulla crescita della rosa
Un possibile rinnovo dell’allenatore, oltre ai chiari benefici che porterebbe al morale della squadra, evidentemente molto attaccata al tecnico ex Napoli, potrebbe generare anche un risultato sul piano economico. Una rosa giovane come quella della Juventus, con meno di 27 anni di età di media tra i giocatori, ha bisogno di una figura che possa formare tatticamente e mentalmente le sue giovani promesse, portandole anche ad un possibile aumento di valore di mercato. Proprio queste sarebbero le intenzioni di Spalletti, che oltre ad una fondata necessità di nuovi giocatori da inserire tra le rotazioni, sarebbe disposto a lavorare su quel comparto verde, tra cui svetta su tutti il nome di Kenan Yildiz, stella polare della Juve e lui sì, fresco di contratto.
