Monaco-Juventus, Pocognoli: «Serve unità, crediamo nelle nostre qualità»

Vigilia decisiva in Champions: il tecnico monegasco tra calcoli, coraggio e rispetto per Spalletti

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Monaco-Juventus chiude la prima fase della UEFA Champions League e mette di fronte due squadre con prospettive opposte. I bianconeri sono già certi almeno dei playoff, mentre il Monaco si gioca tutto: una sconfitta potrebbe significare eliminazione. Alla vigilia, il tecnico Sébastien Pocognoli ha parlato in conferenza stampa, delineando stato d’animo, strategia e rispetto per l’avversario.

Il momento del Monaco e la gestione della partita

Pocognoli non nasconde le difficoltà recenti, ma rivendica compattezza: «Dopo il pareggio contro il Le Havre è stata una settimana pesante per tutto quello che è successo, ma i giocatori hanno fatto una partita che rispettava le nostre aspettative. Domani dovremo fare di meglio ma questo spirito di squadra deve esistere in ogni partita a prescindere dai risultati. Dobbiamo restare uniti».

Sul peso dei calcoli e sull’eventualità che possa bastare un punto, il tecnico è pragmatico: «Conosciamo il tabellone, però sappiamo che fare troppi calcoli può metterci in difficoltà. Ovviamente dobbiamo gestire la partita anche sapendo i risultati delle altre gare. Dobbiamo trovare il miglior modo per essere intelligente e gestire la partita. Noi dobbiamo concentrarci su di noi, ma dobbiamo anche sapere i risultati, perché se può bastarci un punto cambieremo approccio. Noi dobbiamo essere coraggiosi, ma saremo informati degli altri risultati».

Forma, obiettivi e assenze

Il confronto con la Juve è anche una questione di fiducia: «Ogni squadra ha la sua dinamica e sono un paio di mesi che la nostra dinamica non è ottimale, invece la Juventus va molto meglio. Loro hanno tanto fiducia e noi dobbiamo essere molto uniti e questa partita può servirci per far cambiare la nostra stagione. Il nostro obiettivo è questo».

Sui singoli e sulle indisponibilità: «Pogba non ci sarà domani. Non voglio parlare delle sue assenze, ma posso dire che sta lavorando duro. Biereth? Non parlo di mercato». E su Maghnes Akliouche: «Da lui mi aspetto tanto. Mi aspetto uno spirito da guerriero in tutte le fasi. Lui deve fare meglio perché ha problemi di continuità, ma le sue qualità sono evidenti a tutti. Per noi è un giocatore chiave anche se adesso sta attraversando un momento di difficoltà, ma ci appoggeremo su di lui».

I temi tattici e le soluzioni difensive

Pocognoli individua due nodi: «Creiamo molte opportunità ma non segniamo abbastanza. Poi prendiamo tanti gol però sappiamo anche non prenderli. Questi sono i due punti dove dobbiamo lavorare meglio e di squadra. Domani speriamo di segnare quando abbiamo le opportunità e così possiamo puntare ad avere il risultato giusto per passare».

In difesa, scelte obbligate: «Abbiamo pochi difensori disponibili in rosa e Teze può giocare bene in quel ruolo. Noi stiamo aspettando il ritorno di Mawissa e domani non ci sarà Dier. Dobbiamo trovare delle soluzioni che magari riproporremo in futuro».

Juve e Spalletti, rispetto e ispirazione

Sul valore dell’avversario: «Abbiamo guardato la partita contro il Napoli e abbiamo visto una bella impresa tattica. La Juventus è molto intelligente in campo e ha tanta esperienza. Noi non dobbiamo fare un paragone con loro e dobbiamo credere nelle nostre qualità, perché abbiamo tanta qualità. La Juventus ha tante qualità, ma noi dobbiamo preparare la partita nel miglior modo possibile e non pensare alle nostre assenze».

E su Luciano Spalletti: «Giocare contro una squadra italiana è speciale. Lo scorso anno ho giocato contro la Roma è stato speciale e lo sarà anche domani. È molto importante per affrontare un tecnico tra i migliori in Europa come Spalletti. Lui per me è una fonte di ispirazione come i tanti in Europa e ho tanto rispetto per lui. Spero sia una bella partita per i tifosi».

La voce dello spogliatoio: Kohn

Accanto al tecnico ha parlato anche il portiere Philipp Köhn: «Io devo vincere la partita, se andiamo in sicurezza allora sarà un problema. La nostra convinzione è che possiamo finire anche più alti nel tabellone». E sul lavoro difensivo: «Cambiare il carattere per comandare la difesa? A volte sono fermo nella mia comfort zone, ma ci lavoro tanto. Anche da portiere, guardare da lontano, cerco di tenere la squadra compatta. Ma è solo il mio lavoro. Tra di noi dobbiamo lavorare di più».

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