Max Allegri è alla ricerca di nuovi nomi per la sua difesa. Dopo l’accordo quasi raggiunto per il prolungamento di Mike Maignan, ecco che il tecnico di Livorno sembra aver messo sotto stretta osservazione la situazione di Federico Gatti, per vari motivi fuori da diverse settimane dalla rosa della Juventus.
Il pupillo di Max
L’avventura di Federico Gatti a Torino, dopo un passato nelle leghe minori tra Verbania, Pro Patria e Frosinone, da dove è stato poi prelevato dalla Juventus, è cominciata proprio sotto la guida di Massimiliano Allegri. Nel corso del suo secondo mandato da allenatore della Vecchia Signora, il tecnico livornese ha scelto lui come uno dei perni della sua difesa, facendolo arrivare a vestire in più occasioni la maglia azzurra della Nazionale italiana.
Nel corso di questi quattro anni Gatti è sceso in campo 133 volte, con una grinta mai sopita, ed una curiosità nei confronti dell’area di rigore avversaria che lo ha portato a segnare anche 9 gol. Tra questi, tra l’altro, alcuni sono stati decisivi nonché spettacolari, come quello in rovesciata nella partita di Champions League contro il Villareal.
Una stagione tra alti e bassi
Era stata una stagione positiva, quella di Gatti, almeno fino alla metà di novembre, quando un infortunio al menisco lo ha costretto per diverse settimane a stare fuori dal campo. Il rientro dovrebbe essere prossimo, si stima a metà gennaio, ma non è detto che l’ormai veterano ritrovi da subito la sicurezza della maglia da titolare di cui godeva fino a poco tempo fa.
Gli attuali titolari e le riserve di cui ha a disposizione il mister Luciano Spalletti, tra cui Bremer, Kalulu, Kelly e Cabal, non stanno affatto sfigurando, anzi. Sul brasiliano ed il francese non c’erano molti dubbi, ma anche l’ex Newcastle Lloyd Kelly sembra aver trovato la sua dimensione nei tre dietro del tecnico toscano. Tutti fattori che potrebbero indurre Gatti a lasciare la casa che lo ha visto crescere per quasi quattro anni. La direzione potrebbe essere proprio Milano, tra le braccia dell’allenatore che per primo ha creduto nelle sue capacità.

