Juve, patto d’acciaio con McKennie: rinnovo blindato fino al 2030

Il texano firma il prolungamento con ingaggio da 4 milioni più bonus: è lui il pilastro del progetto Spalletti dopo l'addio alla Champions.

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Nella mattinata di oggi, mentre la Continassa metabolizza le scorie del rocambolesco 3-3 maturato allo Stadio Olimpico contro la Roma, una certezza granitica scuote il futuro prossimo della Vecchia Signora. Weston McKennie, il centrocampista totale rigenerato dalla cura di Luciano Spalletti, ha siglato il rinnovo contrattuale che lo legherà ai colori bianconeri fino al 30 giugno 2030. La firma, giunta a poche ore dal rientro dalla Capitale, attende ora soltanto il suggello dell’annuncio ufficiale, ma sancisce di fatto la centralità del texano nel nuovo progetto tecnico. Dopo un’estate trascorsa ai margini e con la valigia in mano, il classe 1998 ha saputo scalare le gerarchie interne, trasformandosi da esubero a diamante insostituibile del centrocampo juventino.

Il nuovo accordo testimonia una crescita esponenziale, non solo tecnica ma anche economica. L’ingaggio di McKennie subirà un adeguamento sostanziale, passando dai precedenti 2,5 milioni di euro a una base fissa di 4 milioni netti a stagione, a cui si aggiungeranno bonus legati alle prestazioni individuali e di squadra. Si tratta di un investimento strategico per la Juventus, che blinda un calciatore capace di collezionare finora 8 reti e 7 assist, numeri che lo rendono il miglior incursore della rosa. «Weston sta fornendo prestazioni di altissimo livello e credo che nessuno nutra dubbi sulla sua importanza per questo gruppo; a tempo debito formalizzeremo ogni dettaglio», aveva anticipato Giorgio Chiellini nel pre-partita di Roma, confermando una stima che travalica i confini del campo.

L’ufficialità del prolungamento arriva in una congiuntura sportiva complessa per il club torinese. La compagine guidata da Luciano Spalletti sta attraversando un mese di profonda apnea, caratterizzato da appena due vittorie in otto incontri e, soprattutto, dalla traumatica eliminazione dalla Champions League per mano del Galatasaray. La sconfitta nei playoff contro i turchi ha lasciato cicatrici profonde nell’ambiente, rendendo la conferma di un pilastro come l’americano un segnale di stabilità necessario per la tifoseria e per lo spogliatoio. In un cantiere aperto che vede la società impegnata a ridefinire i parametri salariali – come dimostra la delicata trattativa parallela per il rinnovo di Vlahovic – il “sì” di McKennie rappresenta il punto fermo da cui ripartire.

Con il futuro di Spalletti blindato dalla proprietà nonostante le recenti turbolenze europee, la Juventus sceglie dunque la via della continuità tattica. La permanenza di McKennie fino al 2030, in coincidenza con la scadenza fissata per il talento Kenan Yildiz, delinea chiaramente il perimetro della squadra che verrà: un mix di dinamismo internazionale e qualità tecnica, progettato per riportare la Vecchia Signora ai vertici del calcio nazionale ed europeo.

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