La Juventus batte il Benfica di José Mourinho per 2-0, grazie ai gol di Thuram e Mckennie, protagonisti in una fredda serata di Champions League. Per Spalletti era fondamentale la vittoria, in modo tale da inserirsi matematicamente alla fase di play-off. La vittoria è stata portata a casa, ma a brillare nel cielo di Torino è Weston Mckennie, che tra gol e giocate importanti lancia un messaggio ben chiaro alla dirigenza bianconera: è il momento di sedersi per parlare del rinnovo dell’americano.
L’uomo ovunque, la notte magica di Mckennie
La vittoria contro i portoghesi porta la firma indelebile di Weston McKennie, eletto uno dei migliori in campo. La sua capacità di leggere gli spazi ha mandato in tilt lo schieramento difensivo del Benfica, permettendogli di agire quasi da attaccante aggiunto nel momento cruciale del match. Oltre alla rete della sicurezza, i dati parlano di una partita totale: record di palloni recuperati nella trequarti avversaria e una precisione nei passaggi che rasenta la perfezione.
Oltre al gol, è stato fondamentale in fase di rifinitura, servendo diversi cross pericolosi e partecipando attivamente all’azione dell’1-0 di Thuram. Non ha toccato il pallone, ma ha attirato su di sé i due centrali del Benfica con un inserimento profondo, liberando lo spazio centrale dove Thuram ha potuto colpire indisturbato: è il classico “lavoro invisibile” che Spalletti apprezza immensamente.
La sua prestazione è stata una lezione di intelligenza spaziale: ha agito come un connettore tra il centrocampo e l’attacco, muovendosi in zone dove i difensori del Benfica non sapevano se accorciare o restare in posizione. Con il gol di stasera, McKennie conferma una crescita realizzativa incredibile, diventando il centrocampista della Juventus con più tocchi in area avversaria registrati in questa edizione della Champions League.
L’investimento sicuro: blindare McKennie per non rimpiangerlo
Il tema del contratto di McKennie, in scadenza a giugno 2026, è attualmente uno dei più discussi in casa Juventus. Al momento, la situazione è in una fase di stallo definita “scottante”. Nonostante il rinnovo annuale firmato nell’agosto 2024, non ci sono stati passi avanti decisivi per un ulteriore prolungamento. Con soli 5 mesi rimanenti di contratto, diverse squadre di Premier League stanno monitorando la situazione. Senza un rinnovo a breve, il rischio per la Juventus è quello di perderlo a parametro zero in estate o di dover valutare offerte last-minute già in questa finestra di gennaio.
La volontà del giocatore è quella di restare a lungo a Torino, ma la società sta valutando con attenzione l’equilibrio economico del monte ingaggi. La prestazione di stasera contro il Benfica è stata un vero e proprio asset finanziario che cambia le carte in tavola per la Juventus. Club come l’Aston Villa, da tempo attento a lui, vede in queste prestazioni la conferma che l’americano è pronto per i ritmi inglesi. La Juve ora sa che se non chiude il rinnovo entro poco, rischia di perderlo per “nulla” o per una cifra simbolica.
Tenere Weston McKennie è diventato fondamentale per la Juventus, questo perché l’americano ha smesso di essere un “jolly d’emergenza” per diventare il pilastro tattico del nuovo ciclo di Luciano Spalletti. Perdere McKennie a parametro zero nel 2026 (o svenderlo ora) sarebbe un autogol finanziario. Rinnovare il suo contratto, anche con un aumento a 4 milioni, risulta paradossalmente l’operazione più economica per mantenere alta la competitività della rosa. L’alternativa svantaggiosa sarebbe sostituirlo con un giocatore dello stesso livello. La seconda operazione costerebbe alla Juventus almeno 35-40 milioni di cartellino, oltre a un ingaggio simile a quello richiesto dall’americano.
L’americano non è più solo un incursore, ma un leader tecnico capace di rifinire e finalizzare con una lucidità da top player. In un calcio che richiede muscoli e intelligenza tattica è diventato il pezzo più pregiato dello scacchiere di Spalletti. Ignorare il suo impatto o posticipare ulteriormente il discorso rinnovo sarebbe un rischio che questa Juventus, oggi, non sembra potersi permettere.
