Nella mattinata di oggi, attraverso un’ampia intervista concessa a Tuttosport, Claudio Marchisio ha analizzato lo stato di salute della Juventus in vista di un finale di stagione che non ammette deroghe. L’ex bandiera bianconera ha definito il rendimento della squadra un “voto in stand-by”, condizionato inesorabilmente dall’esito della corsa al quarto posto. A poche ore dal rush finale, l’analisi di Marchisio sottolinea come, nonostante un calcio più “divertente ed emozionante”, l’assenza dalla Champions League sancirebbe il fallimento degli obiettivi minimi prefissati dal sodalizio torinese.
Il fattore Spalletti e l’anticipo strategico
Secondo il “Principino”, la vera svolta della stagione risiede nella tempistica con cui la dirigenza ha affidato la panchina a Luciano Spalletti. Una scelta definita coraggiosa e lungimirante, che ha permesso al tecnico di operare una profonda analisi del capitale umano a disposizione. «L’esonero anticipato del precedente tecnico ha permesso a Spalletti di lavorare per mesi sulla testa della squadra, toccando con mano il gruppo», ha dichiarato Marchisio, sottolineando come questa stabilità permetterà all’allenatore e alla società di affrontare il mercato con una consapevolezza chirurgica su chi confermare e chi sostituire. «Le basi per tornare competitivi ci sono tutte, grazie a un tecnico che ha aggiunto personalità e idee visibili fin dal primo istante», ha ribadito l’ex centrocampista.
La metamorfosi di Locatelli e la spina dorsale del futuro
Un passaggio fondamentale dell’analisi riguarda la crescita di Manuel Locatelli, non intesa come exploit individuale ma come conseguenza di un sistema tattico finalmente equilibrato. Per Marchisio, Locatelli non ha mai smesso di offrire prestazioni di livello, ma è stato penalizzato da una difesa “traballante” che lo costringeva a un lavoro di pura interdizione. Oggi, con una squadra più compatta, il mediano azzurro ha ritrovato la fiducia nel palleggio e la capacità di incidere con passaggi filtranti. Tuttavia, per il salto di qualità definitivo, la Juventus dovrà intervenire sulla propria spina dorsale: «Serve un centrale da affiancare a Bremer e un acquisto ideale a centrocampo come Sandro Tonali», ha suggerito Marchisio, invocando un ritorno all’identità italiana che ha storicamente garantito i successi del club.
La consacrazione di Vlahovic e la politica degli stranieri
In merito al reparto offensivo, Marchisio ha espresso parere favorevole sul rinnovo di Dusan Vlahovic, identificando in Spalletti il mentore ideale per la sua definitiva maturazione. «Sarebbe interessante vederlo un’intera stagione sotto la guida del tecnico: Spalletti può farne un vero numero nove da Juventus», ha spiegato, legando il destino del serbo alla capacità del club di circondarlo di qualità. Infine, un monito alla Lega Serie A sulla gestione dei talenti: pur non precludendo l’arrivo di stranieri, l’ex numero 8 bianconero ha auspicato l’inserimento di “paletti” per garantire che gli innesti esteri siano di comprovata eccellenza, preservando lo zoccolo duro nazionale che rappresenta, da sempre, l’anima della compagine sabauda.
