Oggi è il giorno che può chiarire il destino di Randal Kolo Muani. La Juventus attende risposte decisive lungo un doppio canale, prima Tottenham, poi Paris Saint-Germain, per capire se il ritorno dell’attaccante francese in bianconero resterà una suggestione o potrà concretizzarsi in queste ore di mercato. A Torino la volontà è chiara: il club e Luciano Spalletti gradirebbero eccome riabbracciare un profilo già rodato e funzionale al sistema.
La notte di Champions che complica i piani
La vigilia ha aggiunto un elemento di tensione alla trattativa. Kolo Muani è tornato al gol con il Tottenham nella notte europea contro l’Eintracht, un segnale che può irrigidire le posizioni degli Spurs, impegnati nel proprio percorso continentale. Un dettaglio non secondario, perché riaccende il peso tecnico dell’attaccante all’interno delle rotazioni londinesi proprio mentre a Torino si sperava in un’accelerazione.
Sul piano dei segnali, il giocatore non è rimasto in silenzio: il cambio “malizioso” della bio su Instagram, con le dita incrociate, è stato letto come un ammiccamento. Nulla di ufficiale, ma abbastanza per alimentare l’attesa.
Aperture e resistenze: il nodo Tottenham
Dall’Inghilterra filtra un’apertura sul piano societario all’ipotesi di interrompere l’attuale prestito, uno scenario che ha riacceso l’interesse della Juventus. A frenare, però, sarebbe la linea tecnica: l’allenatore degli Spurs, specie dopo il ritorno al gol del francese, non appare incline a rimettere mano al reparto offensivo nel pieno della stagione. È qui che la giornata di oggi diventa centrale: capire se la disponibilità amministrativa potrà superare le resistenze tecniche.
Il contatto chiave e la formula
In mattinata è previsto il contatto decisivo tra le parti, con Damien Comolli a fare da perno nel dialogo con il Tottenham. Un colloquio che può definire fattibilità e tempistiche dell’operazione. Sul tavolo c’è già una formula: prestito secco con 5 milioni destinati al PSG, ricalcando l’impostazione adottata dagli Spurs in estate. Una soluzione che riduce l’esposizione immediata e rende l’operazione sostenibile nel breve.
Tutto converge su oggi. Se il semaforo di Londra dovesse diventare verde, Parigi è pronta a entrare nel gioco. In caso contrario, la pista rischia di raffreddarsi rapidamente. A Torino si attende, con la consapevolezza che le prossime ore diranno se le dita incrociate resteranno un simbolo o diventeranno realtà.
