Nella serata di oggi, 15 marzo 2026, lo Stadio Pozzo-La Marmora è stato testimone di un brusco arresto per le ambizioni della Juventus Women. La compagine di Massimiliano Canzi, reduce dall’esaltante successo di Coppa Italia a Firenze, si è arresa per 0-1 contro un Milan cinico e granitico. A decidere la contesa, valida per la sedicesima giornata di Serie A Femminile, è stata una stoccata mancina di Emilie Bragstad Kyvåg nelle battute iniziali della ripresa, un colpo che allontana le bianconere dalla vetta della classifica, ora distante otto lunghezze dalla Roma capolista.
Il rimpianto dal dischetto e l’ombra del VAR
La prima frazione di gioco è stata un compendio di occasioni mancate e decisioni arbitrali che hanno alterato l’equilibrio psicologico del match. Dopo una fiammata iniziale di Krumbiegel, la Juventus ha cullato l’illusione del vantaggio al 34′, quando Francisca Capeta ha trafitto il portiere rossonero, vedendosi però strozzare l’urlo in gola dalla segnalazione tecnologica per una posizione irregolare. L’apice del rammarico juventino è stato raggiunto nel lungo recupero del primo tempo: un calcio di rigore, concesso dopo l’intervento del VAR per un fallo sulla stessa Capeta, è stato sciupato da Amalie Stolen Godo, la cui conclusione è stata neutralizzata da una strepitosa Noelia Estevez Ogalla.
«Sbagliare un rigore in una gara così equilibrata sposta inevitabilmente l’inerzia emotiva della sfida, ma non possiamo appellarci solo agli episodi», ha commentato il tecnico bianconero analizzando l’impasse della squadra. La reazione delle rossonere non si è fatta attendere, trovando concretezza al 49′ grazie a una manovra corale: cross di Arrigoni, sponda aerea chirurgica di Grimshaw e diagonale vincente di Kyvåg che ha freddato Lynn De Jong.
Assalto finale e sospetti nell’area rossonera
Il forcing conclusivo delle padrone di casa, alimentato dagli ingressi di Vangsgaard e Beerensteyn, ha prodotto volume di gioco ma scarsa lucidità negli ultimi sedici metri. Il finale è stato caratterizzato da una tensione spasmodica: le bianconere hanno reclamato con veemenza un tocco di mano nell’area milanista, ma la seconda revisione al monitor del pomeriggio ha indotto il direttore di gara a non concedere la massima punizione.
Proprio mentre la Juventus si riversava in avanti, il Milan ha sfiorato il raddoppio con Lisa Van Dooren, la cui conclusione si è stampata sulla traversa dopo un recupero palla d’autore al limite dell’area. Il triplice fischio sancisce un successo capitale per il progetto tecnico rossonero e apre una riflessione profonda in casa Juventus, chiamata ora a un riscatto immediato nella trasferta contro il Genoa. Il distacco dalla Roma si fa pesante e il margine di errore, d’ora in avanti, è ridotto allo zero.
