Ultimatum Spalletti: «Vi giocate la Juventus». La Continassa trema tra crisi Champions e bilanci a rischio

Dopo il trittico di sconfitte shock, il tecnico richiama il gruppo alle proprie responsabilità: mercoledì contro il Galatasaray serve l'impresa per salvare panchina e quarto posto.

4 min di lettura

Il calcio non concede amnistie, specialmente quando il blasone di un sodalizio come quello bianconero vacilla sotto i colpi di una crisi d’identità senza precedenti. Dopo le pesanti sconfitte rimediate contro Inter, Galatasaray e Como, la Juventus si ritrova sospesa in un limbo tecnico e societario che non ammette ulteriori passi falsi. Ieri, nel silenzio quasi sacrale della Continassa, Luciano Spalletti ha riunito il gruppo prima del giorno di riposo concesso in vista del ritorno dei playoff di Champions League, dove la compagine torinese sarà chiamata a un’impresa sportiva ai limiti del proibitivo. Il tecnico di Certaldo non ha cercato alibi, scegliendo la via della verità: un’analisi cruda e diretta che ha messo a nudo le fragilità di una stagione arrivata al suo point of no return.

Il discorso del cuore e il peso della maglia

L’intervento di Spalletti non è stato un atto d’accusa, bensì un richiamo ancestrale al senso di appartenenza. Con toni asciutti ma carichi di gravità, l’allenatore ha ribadito un concetto che risuona come un ultimatum: «Vi state giocando la Juventus, il vostro futuro e la credibilità di questo progetto», ha sottolineato il tecnico, mettendo sul piatto non solo la propria posizione, ma la sostenibilità stessa dell’annata. Svanita la Coppa Italia e con l’Europa appesa a un filo sottilissimo, l’eventuale perdita del quarto posto, attualmente insidiato dalla Roma, rappresenterebbe un danno delittuoso sia per il prestigio internazionale del club, sia per la tenuta dei conti economici.

La dirigenza, rappresentata dalla presenza silenziosa di Giorgio Chiellini e Modesto, ha scelto di non interferire, legittimando di fatto la leadership di Spalletti in questo momento di estrema impasse. Il sodalizio tra guida tecnica e società appare ancora saldo, ma è una fiducia condizionata dalle risposte immediate che il campo dovrà fornire già a partire dalla serata di mercoledì. Non si chiede solo la qualificazione, ma una prova d’orgoglio che lavi l’onta delle ultime figuracce.

L’impresa impossibile e l’onore della Vecchia Signora

La preparazione verso il ritorno del playoff ripartirà domani, con la consapevolezza che ribaltare il verdetto contro i turchi richiederà una prestazione perfetta sotto il profilo tattico e nervoso. Spalletti ha ammesso i propri errori, chiedendo però alla squadra di assumersi la responsabilità di una maglia che non tollera mediocrità. «La mia fiducia in voi resta intatta, ma ora dovete dimostrare, individualmente e collettivamente, di essere da Juve», ha rilanciato il tecnico durante il confronto.

L’obiettivo è chiaro: evitare una nuova capitolazione che sancirebbe il fallimento definitivo delle ambizioni stagionali. Mercoledì non sarà solo una partita di calcio, ma un test attitudinale per capire chi, all’interno dello spogliatoio, possiede ancora la fibra necessaria per vestire il bianconero. Il prestigio è in frantumi, la classifica piange e l’Europa sta per chiudere le porte; alla Juventus non resta che l’orgoglio per tentare una risalita che oggi appare come un miraggio nel deserto.

I più letti

Pubblicità