La Juventus è arrivata a un punto della stagione in cui le spiegazioni non bastano più. Il pareggio contro il Lecce ha lasciato una scia di frustrazione e nervosismo, non tanto per la prestazione in sé quanto per il peso specifico dei punti persi. In classifica ogni passo falso ora pesa doppio e la prossima trasferta contro il Sassuolo assume contorni già decisivi.
La sensazione, dentro e fuori dalla Continassa, è che il margine d’errore sia stato consumato quasi del tutto. La Juventus deve tornare a vincere e deve farlo ritrovando ciò che più è mancato nelle ultime uscite: il gol e la capacità di chiudere le partite quando se ne presenta l’occasione.
Lecce come spartiacque mentale
La gara contro il Lecce ha raccontato una Juventus a tratti dominante ma incapace di capitalizzare. Episodi contrari, certo, ma anche errori che non possono essere archiviati come semplice sfortuna. In questo momento della stagione, gli alibi sono un lusso che non ci si può permettere.
In attacco le valutazioni devono essere lucide. Jonathan David non ha disputato una partita disastrosa, come qualcuno ha voluto far credere, ma il rigore sbagliato pesa come un macigno, così come alcune scelte affrettate negli ultimi metri. Anche Loïs Openda ha avuto la palla giusta senza riuscire a trasformarla. Sono dettagli, ma nel calcio di vertice i dettagli decidono stagioni intere.
Il centrocampo chiamato a dare di più
Se il problema non è solo finalizzare, allora lo sguardo deve allargarsi. Il centrocampo bianconero è chiamato a un salto di qualità nella fase di accompagnamento offensivo. Servono tempi migliori, maggiore presenza tra le linee, più supporto a chi vive di palloni sporchi in area. Tutto questo senza perdere equilibrio, perché il confine tra spinta e sbilanciamento resta sottile.
La Juventus ha costruito gran parte del suo percorso stagionale sulla solidità e sulla gestione dei momenti. Quando questi principi vengono meno, anche una partita sulla carta abbordabile può trasformarsi in un campo minato.
La difesa come punto fermo
Ed è proprio qui che si arriva al nodo centrale. La tenuta difensiva resta la base su cui poggia ogni ambizione bianconera. Senza concentrazione, senza tensione costante dietro, uscire indenni dalla trasferta di Sassuolo diventa complicato. E senza punti pieni, la rincorsa Champions rischia di spezzarsi.
La concorrenza, infatti, non aspetta. La Roma resta un’avversaria diretta e scomoda, ma attenzione anche al Como, che con una vittoria contro il Milan potrebbe rientrare prepotentemente nei giochi.
La Juventus è davanti a un bivio. Cinismo sotto porta, attenzione difensiva e tre punti: non è uno slogan, è una necessità. Perché da qui in avanti ogni partita non racconta solo il presente, ma rischia di scrivere il giudizio definitivo sulla stagione.

