Pubblicità

Juventus, Ottolini è il nuovo direttore sportivo: parte la nuova area tecnica

6 min di lettura

Firmato l’accordo con l’ex Genoa: affiancherà Comolli, Modesto e Chiellini. Subito mercato, rinnovi e nodi strategici da sciogliere

La Juventus ha scelto di voltare pagina partendo dall’organigramma. Con l’inizio ufficiale del mercato invernale, il club bianconero ha completato un passaggio chiave: Marco Ottolini è il nuovo direttore sportivo. Una nomina che non è soltanto formale, ma che ridisegna in modo netto l’assetto dell’area tecnica e indica la direzione della strategia juventina nei prossimi mesi.

Juventus, area tecnica completata: Ottolini al centro del progetto

Il ritorno di Marco Ottolini a Torino avviene in un momento delicato e decisivo. L’ex dirigente del Genoa assume l’incarico di direttore sportivo andando a completare una struttura che vede Damien Comolli nel ruolo di direttore generale e amministratore delegato, François Modesto come direttore tecnico e Giorgio Chiellini alla guida della Football Strategy. Non è una rivoluzione, ma una messa a punto chirurgica: la Juventus ha scelto di affidarsi a un profilo che conosce già la casa, le sue dinamiche e le sue fragilità.

Un ritorno tutt’altro che casuale

Ottolini non arriva da estraneo. Alla Juventus aveva già lavorato tra il 2018 e il 2022, occupandosi di scouting internazionale, settore giovanile e monitoraggio dei calciatori in prestito. Un lavoro spesso silenzioso, ma centrale nella costruzione della filiera tecnica. L’esperienza successiva al Genoa ne ha completato il profilo, aggiungendo gestione diretta, autonomia decisionale e visione da prima linea. Ora il salto definitivo: la responsabilità dell’area sportiva in una Juventus che non può più permettersi margini di errore.

Subito mercato, ma senza strappi

L’insediamento di Ottolini coincide con l’apertura della finestra invernale. Un dettaglio solo apparente. Sul tavolo ci sono entrate, uscite e rinnovi, ma la linea è chiara: intervenire sì, forzare no. La priorità resta il campo e un obiettivo minimo che condiziona ogni scelta: la qualificazione alla prossima Champions League. In questo quadro, il futuro di Luciano Spalletti resta sullo sfondo. Il tecnico, subentrato in corsa dopo l’addio di Igor Tudor, ha ridato stabilità e identità alla squadra. Un eventuale prolungamento oltre giugno sarà discusso più avanti, legato ai risultati e alla sostenibilità economica del progetto.

Le richieste tecniche: centrocampo ed esterni

Sul piano operativo, Spalletti ha indicato due aree da rinforzare. La prima è il centrocampo, dove si cerca qualità di gestione e intensità. Il nome di Davide Frattesi resta un pallino, ma le condizioni rendono l’operazione complessa. Le piste che portano a profili come Morten Hjulmand o Pierre-Emile Højbjerg sono considerate difficili, mentre prende quota una soluzione più accessibile come Guido Rodríguez, possibile occasione in prestito. Sulle corsie esterne, la Juventus ha trovato soluzioni interne di emergenza, ma non considera il reparto chiuso. Un innesto è possibile, a patto di sbloccare prima alcune situazioni in uscita.

Attacco e nodi aperti

Davanti, l’assenza di Dušan Vlahović ha cambiato gli equilibri. Gli arrivi estivi hanno garantito numeri, ma non certezze assolute. Alcune posizioni restano monitorate, con l’idea di rimodellare il reparto se dovessero arrivare offerte significative dall’estero. Qui entra in gioco la gestione di Ottolini: capire chi è funzionale e chi è sacrificabile, senza compromettere l’equilibrio sportivo.

Uscite strategiche e casi delicati

Il capitolo cessioni è tutt’altro che secondario. Alcuni dossier pesano più di altri: Mattia Perin ha manifestato il desiderio di maggiore continuità, ma il suo ruolo nello spogliatoio e nelle liste UEFA complica ogni decisione. Anche Federico Gatti, fermo ai box, resta un nome osservato da club rivali. Situazione da valutare anche per Arkadiusz Milik, rientrato dopo un lungo stop e bisognoso di minuti per rilanciarsi. In un mercato che vive di incastri, ogni uscita può diventare la chiave per un’entrata.

Yildiz da blindare: la priorità vera

Tra tutti i dossier, uno supera gli altri per importanza: Kenan Yildiz. La Juventus lo considera il volto del presente e del futuro, e sta accelerando per rivedere i termini di un contratto già lungo, adeguandolo a status e ambizioni. I contatti sono continui, la volontà chiara: evitare che l’interesse dei top club europei diventi un problema. In questa partita, anche Spalletti è pronto a spendersi in prima persona.

Scadenze pesanti: Vlahovic e McKennie

Più complesso, invece, il capitolo dei contratti in scadenza. Vlahović e Weston McKennie rappresentano due incognite reali. Dal 3 febbraio potranno accordarsi con altri club, e al momento le probabilità di un addio superano quelle di un rinnovo. Qui il lavoro del nuovo direttore sportivo sarà anche politico: proteggere il valore del club, evitando che scelte rinviate si trasformino in perdite secche.

Una nomina che pesa più di un annuncio

L’arrivo di Marco Ottolini non è una notizia da vetrina. È una mossa strutturale, che racconta una Juventus impegnata a ricostruire solidità prima ancora che entusiasmo. Il mercato dirà molto, ma non tutto. Perché, a Torino, la vera partita è tornare a essere credibili, dentro e fuori dal campo.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità