Pubblicità

Juventus, Miretti convince tutti: gol, qualità e applausi bipartisan

Il centrocampista classe 2003 brilla contro il Sassuolo: Marocchino lo blinda, Zazzaroni lo vede già da Nazionale

3 min di lettura

Fabio Miretti si prende la scena e, per una sera, diventa molto più di una semplice nota positiva nel successo della Juventus a Reggio Emilia. Il gol al Sassuolo è solo la punta dell’iceberg di una prestazione che ha convinto critica, addetti ai lavori e vecchie glorie bianconere: il centrocampista classe 2003 sta cambiando status. La vittoria per 3-0 contro il Sassuolo ha certificato il momento positivo della Juventus, ma soprattutto ha acceso i riflettori su un giocatore che sembra finalmente aver trovato continuità e centralità nel progetto tecnico.

Miretti illumina il Mapei: gol e personalità

Nel cuore del centrocampo, Fabio Miretti ha giocato una partita completa: si muove tra le linee, offre soluzioni costanti ai compagni, accelera la manovra e si inserisce con tempi da centrocampista moderno. Il gol del 2-0 è la naturale conseguenza di una gara giocata con lucidità e coraggio. Le pagelle parlano chiaro. Su Calciomercato.com il giudizio è netto: 7,5, con una definizione che pesa come un attestato di maturità. Non solo qualità, ma incidenza reale sulla partita, una caratteristica che spesso segna il confine tra promessa e giocatore affidabile.

Marocchino avverte: “Non va messo sul mercato”

A rafforzare il concetto arriva la voce di chi la Juventus la conosce bene. Domenico Marocchino, intervenuto su Rai Sport, non usa giri di parole: Miretti è un giocatore da tenere stretto. La sua crescita è evidente, così come la capacità di interpretare più fasi del gioco senza perdere equilibrio. Un’osservazione che va oltre il singolo match e tocca un tema delicato: in un mercato sempre più aggressivo, Miretti rappresenta un patrimonio tecnico e identitario.

Zazzaroni e la consacrazione: “È da Nazionale”

Sulle stesse coordinate si muove anche Ivan Zazzaroni, che sul Corriere dello Sport allarga il discorso al lavoro di Luciano Spalletti. La Juventus ha finalmente un’identità riconoscibile e, dentro questo quadro, il rilancio di Miretti è uno dei segnali più forti. Definirlo “da Nazionale” non è un complimento generico: è il riconoscimento di un centrocampista capace di attaccare gli spazi, leggere il gioco e adattarsi a più ruoli. Qualità rare, soprattutto nel panorama italiano attuale.

Non più promessa, ma risorsa

Il messaggio che arriva da Reggio Emilia è chiaro: Miretti non è più solo un talento in formazione, ma una risorsa concreta per il presente della Juventus. La continuità sarà il vero banco di prova, ma il percorso sembra finalmente tracciato. E quando un giovane inizia a convincere tutti – critica, ex campioni e direttori – vuol dire che il salto sta diventando realtà.

Pubblicità
- Pubblicità -