La Juventus riorganizza le strategie offensive e difensive in vista della finestra di mercato, rivedendo obiettivi, formule e investimenti dopo una prima fase di valutazioni ritenute non sostenibili: a Torino prende forma un piano più prudente, ma non per questo rinunciatario, con più nomi sul tavolo e tempistiche differenziate. La linea è chiara: contenere i costi, evitare forzature sugli equilibri interni e muoversi solo su operazioni funzionali al progetto tecnico. In questo contesto si inserisce l’analisi di Niccolò Ceccarini, che ha fatto il punto sul momento bianconero delineando un mercato meno impulsivo e più ragionato.
Chiesa si allontana, prende quota Maldini
L’idea iniziale della Juventus era quella di affondare su Federico Chiesa, ma la valutazione economica e l’ingaggio richiesto hanno rapidamente frenato l’operazione. A questo si è aggiunta una considerazione tecnica non secondaria: la volontà di Luciano Spalletti di non caricare di ulteriori responsabilità Kenan Yildiz, elemento centrale nel presente e nel futuro del club.
Da qui il cambio di rotta. Il profilo che ha guadagnato terreno è quello di Daniel Maldini, ritenuto più compatibile sotto il profilo economico e tattico. Un giocatore disposto ad accettare inizialmente un ruolo non da titolare fisso e valutato attorno ai dieci milioni di euro, soglia considerata il limite massimo dall’area sportiva bianconera. L’operazione avrebbe inoltre una doppia utilità: a Bergamo il reparto offensivo è diventato affollato dopo l’arrivo di Giacomo Raspadori, e liberare spazio potrebbe risultare conveniente anche per l’Atalanta.
Mateta, apertura sì ma solo alle condizioni Juve
Sul fronte centravanti, il nome nuovo – ma fino a un certo punto – è quello di Jean-Philippe Mateta. Il Crystal Palace ha aperto alla possibilità di una cessione, ma senza sconti né rischi unilaterali. La Juventus valuta l’operazione solo attraverso una formula precisa: prestito con obbligo di riscatto legato alla qualificazione in Champions League, per arrivare complessivamente a una cifra vicina ai 35 milioni di euro.
Una struttura che tutela i bianconeri ma che, al momento, non convince del tutto il club inglese, restio a privarsi a gennaio di un attaccante chiave senza la certezza dell’incasso. La trattativa resta aperta, ma legata a equilibri e risultati sportivi ancora tutti da scrivere.
Mingueza già bloccato, nodo tempistiche
C’è infine un’operazione che la Juventus considera già impostata. Il profilo è quello di Óscar Mingueza, giocatore per il quale l’accordo di massima sarebbe stato definito. Resta da capire se l’affondo potrà arrivare già in questa sessione o se il trasferimento verrà rinviato all’estate. Una scelta che dipenderà da incastri di bilancio e priorità immediate, ma che conferma come la Juventus stia lavorando su più orizzonti temporali, senza improvvisazioni.
Il mercato bianconero, insomma, non vive di colpi a effetto, ma di equilibrio tra sostenibilità e competitività. Una strategia meno rumorosa, forse, ma coerente con una fase di costruzione che guarda oltre l’emergenza del momento.

