La Juventus entra nell’ultima settimana di mercato con un obiettivo chiaro: capire se esistono margini concreti per rinforzare l’attacco senza forzare operazioni fuori strategia. Dopo la vittoria contro il Napoli, che ha certificato la crescita della squadra, il tema offensivo è tornato centrale alla Continassa in seguito allo stop definitivo alla trattativa per En-Nesyri e alle valutazioni tecniche emerse nel post gara. Il tempo stringe e la dirigenza bianconera, consapevole della fase decisiva della finestra invernale, sta monitorando il mercato con attenzione, senza però modificare la linea tracciata nelle scorse settimane: opportunità sì, operazioni strutturali no.
Lo stop a En-Nesyri e la linea della società
La pista che portava all’attaccante marocchino è stata archiviata dopo i dubbi emersi sulla formula dell’operazione. Una scelta condivisa dalla dirigenza e ribadita nei giorni scorsi da Giorgio Chiellini, che ha chiarito come la Juventus non intenda procedere con acquisti a titolo definitivo in questa fase della stagione. Il risultato è un mercato riaperto sul piano esplorativo, ma vincolato a criteri precisi: sostenibilità economica e compatibilità tattica.
Le parole di Spalletti e il nodo caratteristiche
Il dibattito si è riacceso anche dopo l’analisi di Luciano Spalletti, che nel post partita ha spiegato in modo diretto cosa manca oggi all’attacco bianconero, pur riconoscendo il valore di David. «Nuovo attaccante? A me interessa poco, David è un calciatore fortissimo dentro l’area di rigore come finalizzazione, è stato bravo perché non ci sono spazi liberi, ci sono spazi strappati, ha uno accanto e lo sa bene…», ha dichiarato il tecnico, entrando poi nel dettaglio del profilo ideale. «…c’è la punta come fa Hojlund che viene a metà campo, gli scaraventano la palla addosso, la rende giocabile, questo noi non ce l’abbiamo… per fare quel lavoro lì ci serve l’attaccante, non c’è in questa rosa».
Un passaggio che non è passato inosservato e che ha riaperto il discorso su un centravanti più fisico, capace di reggere il duello e lavorare per la squadra, oltre alla finalizzazione.
Il riferimento a Kolo Muani
Nei dialoghi interni tra staff tecnico e società, secondo quanto filtra dall’ambiente bianconero, sarebbe emerso anche il nome di Randal Kolo Muani, non come obiettivo immediato ma come esempio di tipologia di attaccante. Un riferimento tecnico, non una trattativa in corso. L’idea è chiara: serve un profilo che sappia fare reparto, sulla falsariga di quanto spiegato dallo stesso Spalletti citando anche Rasmus Hojlund.
Nessuna trattativa in corso
Sul piano operativo, però, la posizione della Juventus è netta. Non esistono contatti né sviluppi concreti per Kolo Muani. L’attaccante francese, passato in prestito al Tottenham sul finire dell’estate, non rientra in alcuna negoziazione attiva, come confermato anche da ambienti vicini al club bianconero.
I costi dell’operazione, già ritenuti complessi nei mesi scorsi, restano incompatibili con la strategia attuale, che privilegia eventuali occasioni last-minute a basso impatto economico.
Il momento del francese in Premier
Anche il rendimento stagionale del francese in Inghilterra non ha spinto a riaprire scenari. Inseritosi gradualmente nei meccanismi del Tottenham, Kolo Muani non ha ancora trovato continuità né numeri rilevanti, con due reti segnate in Champions League e un apporto limitato nelle altre competizioni.
La Juventus, intanto, resta alla finestra. L’attacco è sotto osservazione, ma senza ansia: se arriverà un rinforzo, sarà perché risponderà a un’esigenza tecnica precisa e a condizioni favorevoli. Altrimenti, la crescita mostrata contro il Napoli resterà il punto di partenza su cui costruire il finale di stagione.
