La Juventus è tornata a interrogarsi sul futuro immediato del proprio attacco a una settimana dalla chiusura del mercato invernale: dopo il naufragio della trattativa per Youssef En-Nesyri, i bianconeri valutano nuove soluzioni per il ruolo di centravanti e tra i nomi riemersi c’è quello di Randal Kolo Muani, già accostato più volte a Torino negli ultimi dodici mesi. Il tema è aperto, concreto nei contatti ma complesso negli incastri, in un finale di sessione che impone scelte rapide e sostenibili.
La necessità è chiara. Luciano Spalletti ha bisogno di un riferimento offensivo con caratteristiche diverse rispetto a quelle già presenti in rosa, e la dirigenza si è rimessa subito al lavoro non appena è arrivato lo stop definitivo sul fronte En-Nesyri. Nel giro di chiamate esplorative, come riportato da Fabrizio Romano, è tornato sul tavolo anche il dossier Kolo Muani.
Un nome che ritorna ciclicamente
Per la terza sessione di mercato consecutiva il profilo dell’attaccante francese incrocia le riflessioni della Juventus. Un anno fa arrivò in prestito secco dal Paris Saint-Germain, garantendo un contributo utile ma senza aprire a una permanenza strutturale. In estate, invece, la trattativa per riportarlo a Torino si è trascinata per settimane senza sbocco, fino al trasferimento last minute al Tottenham. Oggi lo scenario è diverso nei tempi ma non nella sostanza: la Juventus valuta se esistano le condizioni per un ritorno, sapendo che l’operazione non dipende da un solo interlocutore.
Il nodo dei rapporti con il PSG
Il primo passaggio obbligato riguarda il riavvicinamento tra Juventus e PSG. I due club sono rimasti a lungo su fronti opposti durante l’estate, con una trattativa logorante che ha lasciato strascichi e malumori. Dalla Francia erano filtrate indiscrezioni su un forte irritamento del presidente Nasser Al‑Khelaïfi, voci poi smentite pubblicamente dall’amministratore delegato bianconero Damien Comolli, che aveva chiarito: «Ho letto articoli di discussioni con il presidente del Psg. È falso, sono bugie». Resta però il dato politico: i dialoghi sul caso Kolo Muani si sono interrotti a fine agosto e andrebbero riaperti in tempi strettissimi, trovando una formula condivisa che soddisfi entrambe le parti.
Il ruolo del Tottenham e la formula
C’è poi un terzo attore centrale: il Tottenham. Kolo Muani è attualmente agli Spurs in prestito oneroso secco, con un esborso da circa 5 milioni di euro versati al PSG. Per liberarlo a metà stagione, il club inglese dovrebbe accettare una risoluzione anticipata dell’accordo, a fronte di un indennizzo economico.
Uno scenario possibile solo se il Tottenham riuscisse nel frattempo a coprire il reparto offensivo con un nuovo innesto, considerando che il francese, pur non essendo un titolare fisso, ha trovato spazio con una certa continuità.
Tempi stretti e decisioni rapide
Il fattore tempo pesa più di ogni altra variabile. Mancano pochi giorni alla chiusura del mercato e un’operazione che coinvolge tre club richiede incastri rapidi e una visione chiara sulla formula: prestito secco, come già avvenuto, oppure prestito con diritto o obbligo di riscatto. Ogni opzione comporta riflessi economici e strategici che la Juventus deve valutare con attenzione.
Kolo Muani, oggi, è più di una suggestione ma meno di una trattativa avanzata. È una pista complessa, che vive di contatti e possibilità, e che la Juventus deciderà se percorrere fino in fondo solo se tutte le condizioni – tecniche, economiche e temporali – si allineeranno. Nel rush finale di gennaio, anche questo può fare la differenza.
