L’allenamento “invisibile” di Spalletti: Juve ferma ai box prima di Istanbul

Scelta insolita alla vigilia del playoff di Champions contro il Galatasaray: i bianconeri saltano la rifinitura sul campo. Il tecnico punta sul recupero psicofisico totale dopo le fatiche e le polemiche del Derby d'Italia.

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In una settimana che non concede tregua tra il logorio fisico di San Siro e l’inferno del RAMS Park, la Juventus sceglie la via del silenzio e del riposo. Ha destato scalpore la decisione di Luciano Spalletti di non far scendere in campo la squadra per la consueta rifinitura del giorno precedente alla sfida europea contro il Galatasaray. Niente cancelli aperti per i media, niente test sul manto erboso alla vigilia di un playoff di Champions League che vale una fetta fondamentale della stagione internazionale. Una mossa controtendenza che risponde a una logica di gestione scientifica delle energie, in un calendario che sta portando i calciatori oltre la soglia del sovraccarico.

Recupero totale: la filosofia del riposo attivo

La motivazione dietro questo stop programmato risiede interamente nella compressione temporale degli impegni. Tra il fischio finale del contestato Derby d’Italia e il calcio d’inizio della battaglia di Istanbul intercorrono meno di settantadue ore: un lasso di tempo che Spalletti ha ritenuto insufficiente per caricare ulteriormente le gambe degli atleti con carichi di lavoro atletico, preferendo privilegiare la freschezza mentale.

Dopo la sessione di scarico svolta ieri alla Continassa, lo staff tecnico ha optato per il cosiddetto “allenamento invisibile”. Si tratta di un concetto caro al tecnico di Certaldo, già espresso in recenti uscite pubbliche: non è il lavoro sul campo a fare la differenza in questi frangenti, ma la qualità del riposo, l’alimentazione e la capacità di staccare la spina per rigenerare il sistema nervoso centrale. «In periodi così congestionati, saper stare fermi è una forma di preparazione tattica», è il mantra che filtra dall’ambiente bianconero. La Juventus, dunque, arriverà in Turchia con i muscoli decontratti e la mente lucida, sperando che l’assenza di rifinitura non pregiudichi l’approccio agonistico in uno degli stadi più caldi del continente.

Un test per la tenuta psicologica

Oltre all’aspetto fisiologico, la scelta di Spalletti mira a compattare il gruppo lontano dai riflettori, lasciando che le tossine polemiche post-Inter vengano smaltite nell’intimità dello spogliatoio e delle proprie abitazioni. Il recupero di pedine fondamentali come Khéphren Thuram passa anche da questa gestione oculata, evitando sollecitazioni inutili a ridosso di una gara che sarà caratterizzata da ritmi altissimi e una fisicità esasperata.

Domani sera il responso del campo dirà se la scommessa dell’allenamento invisibile avrà pagato. Contro il Galatasaray di Osimhen e Icardi, la Juventus dovrà dimostrare che il riposo forzato è servito a costruire quella corazza necessaria per resistere all’impatto ambientale di Istanbul. La missione è chiara: uscire dal RAMS Park con un risultato positivo per poi giocarsi la qualificazione agli ottavi nel match di ritorno a Torino, potendo contare su una condizione atletica che, grazie a questo stop, si spera possa essere superiore a quella degli avversari.

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