Caso Kelly: il paradosso VAR in Juventus-Galatasaray e il rosso diretto di Pinheiro

Analisi del cortocircuito regolamentare che ha portato all'espulsione del difensore bianconero al 48'

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L’espulsione di Lloyd Kelly al minuto 48 di Juventus-Galatasaray ridefinisce i confini del paradosso regolamentare in Champions League, trasformando un’ammonizione per gioco falloso in un rosso diretto dopo una revisione VAR tecnicamente controversa. Il direttore di gara Joao Pinheiro, inizialmente orientato verso il secondo giallo per un contatto sulla caviglia di Baris Yilmaz, è stato richiamato all’On-Field Review dalla sala video, nonostante il protocollo impedisca l’intervento per semplici ammonizioni. La decisione finale di commutare la sanzione in espulsione immediata ha lasciato la squadra di Luciano Spalletti in dieci uomini, innescando un cortocircuito procedurale che solleva dubbi sull’uniformità di giudizio della UEFA.

La dinamica dell’episodio evidenzia una discrepanza interpretativa tra l’intensità del contatto e la volontarietà del difensore inglese. Kelly, intervenuto in modo scomposto ma chiaramente fortuito, si è visto cancellare il secondo giallo solo per ricevere il cartellino rosso, una manovra che ha eluso il divieto di revisione per le doppie ammonizioni focalizzandosi sulla gravità del fallo. «La mia intenzione era esclusivamente quella di colpire il pallone e non ho mai perso di vista la traiettoria della sfera prima dell’impatto accidentale con l’avversario», ha dichiarato il centrale britannico nel post-partita, sottolineando l’assenza di malizia in un intervento che ora rischia di costargli una squalifica multisettimanale.

Il danno per il club bianconero trascende la singola gara, poichè la classificazione del fallo come condotta violenta o grave fallo di gioco impone uno stop forzato di almeno due turni nelle competizioni continentali. Il sodalizio torinese valuta ora il ricorso agli organi disciplinari per declassare l’episodio a scontro di gioco, cercando di evitare un’assenza prolungata che peserebbe sulla solidità difensiva in un momento cruciale del girone. La gestione di Pinheiro si inserisce in un trend di decisioni arbitrali che la Juventus percepisce come penalizzanti, ricalcando le polemiche già scatenate dai casi Kalulu e Bastoni in ambito nazionale.

L’impasse della sala VAR di Nyon mette a nudo le zone d’ombra di un regolamento che, seppur volto alla certezza del diritto sportivo, finisce per esasperare la componente soggettiva del fischietto di campo. La perdita di Kelly costringerà lo staff tecnico a ridisegnare l’assetto arretrato, proprio mentre la classifica richiede continuità di risultati per blindare il passaggio del turno. La sensazione di un’ingiustizia procedurale rimane il tema dominante di una notte europea che ha visto la tecnologia non come strumento di supporto, ma come acceleratore di controversie disciplinari.

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