Spalletti chiama lo Stadium: “Juve, con il cuore per l’impresa”

Conferenza stampa Champions: Yildiz e Bremer ci sono, il tecnico blinda Di Gregorio e traccia la rotta per ribaltare il Galatasaray.

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La notte del giudizio è scoccata alla Continassa. Nella serata di domani, la Juventus di Luciano Spalletti scenderà sul terreno dell’Allianz Stadium per tentare di ribaltare il pesante 5-2 subito a Istanbul contro il Galatasaray, in un match che vale l’accesso agli ottavi di finale di Champions League. A poche ore dal fischio d’inizio, il tecnico toscano è intervenuto in una conferenza stampa carica di tensione emotiva, cercando di ricompattare un ambiente scosso non solo dal passivo europeo, ma anche dal recente scivolone interno contro il Como. «Ci sono partite che non si giocano, ma si compongono», ha esordito l’allenatore, invocando una simbiosi totale tra squadra e pubblico per compiere un’impresa che, sulla carta, appare titanica.

Il fattore carismatico: Yildiz e Bremer rispondono presente

La nota più lieta per il sodalizio bianconero riguarda il recupero dei suoi due pilastri identitari. Kenan Yildiz, nonostante la giovane età, è stato investito pubblicamente del ruolo di trascinatore. «È già un leader, possiede la serenità necessaria per gestire i momenti di alta pressione», ha spiegato Spalletti, rivelando un retroscena dell’allenamento odierno: «Mi è venuto vicino e mi ha detto: “Io ci sono, sono a posto”. Questo dice tutto sulla sua pasta bianconera». Insieme al talento turco, tornerà nell’elenco dei convocati anche Gleison Bremer, la cui presenza, seppur parziale, garantisce quella solidità difensiva venuta meno nelle ultime uscite. La loro disponibilità sposta gli equilibri psicologici di una compagine che cerca disperatamente certezze.

Scudo su Di Gregorio e il dubbio tra i pali

Uno dei temi più caldi della vigilia riguarda la gestione di Michele Di Gregorio, finito nel mirino della critica e di feroci attacchi personali dopo le recenti incertezze. Spalletti ha agito da Senior Architect del gruppo, proteggendo l’individuo per salvaguardare il collettivo. «Dobbiamo sviluppare la capacità di accettare di essere disprezzati per non dipendere dallo sguardo altrui», ha dichiarato il tecnico con un’analisi quasi filosofica, sottolineando che il gruppo non intende «dare in pasto nessuno alle critiche». Tuttavia, l’avvicendamento con Mattia Perin resta un’opzione concreta: la decisione finale sarà presa soltanto nelle ore a ridosso della gara, con l’obiettivo di minimizzare le difficoltà emotive dei singoli.

Strategia della rimonta: un gol per cambiare l’inerzia

La logica deduttiva di Spalletti per affrontare il Galatasaray è pragmatica: non pensare al triplo svantaggio come a un blocco monolitico, ma smontare la partita in segmenti gestibili. «Non dobbiamo pensare che servono tre gol, anche se è la realtà. Pensiamo a segnare il primo, poi gli scenari cambiano e tutto si autoalimenta», ha analizzato il tecnico. Dopo il ko con il Como, la squadra ha usufruito di un giorno di riposo per resettare le energie mentali e concentrarsi esclusivamente sulla competizione continentale. La prospettiva è chiara: la Juventus deve ritrovare se stessa prima ancora del risultato, trasformando lo Stadium in un catino ribollente capace di spingere la compagine verso un’impresa che riscriverebbe la narrazione di questa stagione.

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