Spalletti cerca il miracolo nella notte europea a Torino

Spalletti cerca il pass per gli ottavi di Champions League nei novanta minuti regolamentari di partita. I rumors su Di Gregorio e l'eredità del numero 10. La Juventus si prepara a scontrare i turchi nel match di ritorno.

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25 febbraio ore 21:00. Novanta minuti che valgono una stagione, forse molto di più. È la notte della verità per la Juventus, chiamata a scrivere il proprio destino in Champions League. All’Allianz Stadium va in scena il ritorno contro il Galatasaray, dentro o fuori senza appello. I bianconeri si giocano tutto davanti al proprio pubblico, con la Curva Sud pronta a trasformare lo stadio in una bolgia e a spingere la squadra oltre ogni limite. Servirà cuore, carattere e fame di gloria per inseguire quello che avrebbe il sapore del miracolo sportivo. Torino si prepara a una notte europea di quelle che restano nella memoria.

La Vecchia Signora a caccia di una rimonta

È un miracolo sportivo, sì. Perché dopo il pesantissimo 5-2 incassato all’andata ad Istanbul contro il Galatasaray, alla Juventus serve un’impresa che profuma di leggenda. Per staccare il pass per gli ottavi nei novanta minuti regolamentari, i bianconeri devono vincere con almeno quattro gol di scarto: un Everest calcistico più che una semplice rimonta. In caso contrario, la notte europea rischierebbe di trasformarsi in una partita al cardiopalma, sospesa tra supplementari e calci di rigore. Un epilogo che a Torino nessuno vorrebbe vivere, soprattutto in un momento delicato, tra voci di corridoio e interrogativi sul futuro di Michele Di Gregorio, finito al centro dei rumors dopo gli ultimi risultati. Una serata così può condannare o rilanciare, può far cambiare giudizi e riscrivere destini.

Servirà una squadra compatta, feroce e mentalmente inattaccabile. Undici uomini, una difesa solida come una muraglia e la capacità di restare stabilmente nella metà campo avversaria senza perdere equilibrio. I miracoli non arrivano per caso: si costruiscono con coraggio, organizzazione e fame.

Il numero 10: da Del Piero a Yildiz

E poi c’è il talento. Il numero 10 Kenan Yildiz, erede designato di una maglia che pesa, quella che fu di Alessandro Del Piero. Proprio come fece Del Piero nella notte di Manchester contro il Manchester United nella Champions 1997/1998, quando mise a segno un gol dopo appena 20 secondi, anche Yildiz può accendere la scintilla nei primi istanti. Un lampo immediato, un segnale al destino. Quattro gol sono tanti, ma certe notti europee insegnano che, quando lo Stadium spinge e il cuore batte più forte della paura, l’impossibile può diventare storia.

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