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Douglas Luiz, il ritorno che divide: quanto costerebbe davvero alla Juventus

Tra conti, minusvalenza controllata e dubbi fisici: perché il rientro a Torino non è scontato

3 min di lettura

Alla Continassa il tema non è solo tecnico, ma profondamente contabile. Il nome di Douglas Luiz è tornato a circolare negli uffici bianconeri, accompagnato da una domanda che pesa più delle suggestioni di mercato: quanto costerebbe davvero riportarlo a Torino? La risposta non è univoca. Dipende dal tempo. E soprattutto dalla volontà della Juventus di riaprire un dossier che, finora, era stato archiviato con calcolo chirurgico.

Douglas Luiz, un’uscita studiata al millimetro

Quando la Juventus ha chiuso l’operazione con il Nottingham Forest, lo ha fatto partendo da un costo storico importante: circa 39 milioni. Il prestito oneroso (3 milioni) con obbligo di riscatto a 25 milioni era stato costruito per limitare i danni a bilancio, non per generare plusvalenza.

A giugno, con l’ammortamento che porterà il valore residuo intorno ai 28 milioni, il riscatto scatterebbe con una minusvalenza tecnica di circa 3 milioni. Un sacrificio messo in conto. In cambio, però, la Juventus ha già beneficiato di un risparmio concreto: stipendio lordo (circa 9,3 milioni) a carico del Forest e quota di prestito incassata. Tradotto: circa 8 milioni risparmiati oggi, che diventerebbero oltre 12 a fine stagione. Una minusvalenza controllata, compensata da liquidità e alleggerimento dei costi.

Tornare indietro: conviene davvero?

Qui si entra nella zona grigia. Riportare Douglas Luiz a Torino significherebbe rompere un equilibrio già fragile, sia economico sia sportivo. Dal punto di vista clinico, i problemi fisici che hanno accompagnato la sua stagione inglese sollevano più di un dubbio. Scommettere ora su un rientro immediato vorrebbe dire assumersi un rischio doppio: sul campo e sul bilancio. Lasciarlo fermo fino a giugno, però, non risolve il problema. Anzi, lo sposta. Senza continuità, lo “storico” sportivo resterebbe incompleto, rendendo più difficile qualsiasi decisione futura, inclusa una nuova cessione.

La variabile Spalletti

C’è poi l’elemento umano e tecnico. Con Luciano Spalletti, molti giocatori hanno ritrovato ruolo e rendimento. Il sistema, l’interpretazione degli spazi, la centralità del possesso potrebbero offrire anche a Douglas Luiz una seconda possibilità. Potrebbe, appunto. Perché oggi non c’è alcuna certezza che il suo fisico regga l’impatto.

Una decisione che va oltre il mercato

La Juventus si trova davanti a un bivio silenzioso: incassare fino in fondo i benefici economici dell’operazione oppure tentare una riattivazione sportiva che avrebbe senso solo con garanzie fisiche solide. I conti, per ora, dicono che l’uscita è stata gestita con lucidità. Tornare indietro significherebbe rinnegare una strategia costruita per limitare i danni. Il tempo stringe, ma non abbastanza da forzare una scelta. E in questo caso, la prudenza potrebbe essere la decisione più costosa da prendere, ma anche la più giusta.

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