La Juventus di Luciano Spalletti torna a radunarsi presso il centro sportivo della Continassa a quarantotto ore dal delicato impegno casalingo contro il Como, crocevia fondamentale per la tenuta della zona Champions League. Dopo la pesante debacle subita nel recente turno di Champions League, la compagine bianconera è chiamata a una reazione d’orgoglio contro la formazione guidata da Cesc Fabregas, reduce dal prezioso pareggio strappato a San Siro nel recupero contro il Milan. Il sodalizio torinese si trova attualmente immerso in una gestione complessa delle risorse umane, con lo staff medico impegnato a valutare i tempi di recupero di pedine chiave per lo scacchiere tattico del tecnico toscano.
L’attenzione del corpo docente bianconero è focalizzata primariamente sulla retroguardia, dove le condizioni di Gleison Bremer destano cautela ma non allarme. Gli accertamenti strumentali effettuati presso il J|Medical hanno fortunatamente escluso lesioni muscolari di rilievo, eppure il centrale brasiliano ha svolto una seduta di allenamento differenziata rispetto al resto del gruppo squadra. La sua presenza sabato rimane dunque sub iudice, legata a un monitoraggio quotidiano che non ammette forzature, considerando l’importanza del difensore nell’assetto preventivo necessario a contenere le ripartenze lariane.
Non meno critica appare la situazione nel reparto avanzato, dove l’assenza di Jonathan David inizia a pesare sulle rotazioni offensive. L’attaccante canadese, già costretto ai box nella sfortunata trasferta contro il Galatasaray, continua a fare i conti con un fastidio inguinale che ne limita la mobilità e l’intensità atletica. Anche per lui il programma odierno ha previsto un lavoro personalizzato, lontano dai ritmi dei compagni. La decisione definitiva sulla sua convocazione verrà presa soltanto nelle ultime ore antecedenti il match, con Spalletti che valuta soluzioni alternative per non perdere peso specifico negli ultimi sedici metri.
L’incrocio contro il Como non rappresenta soltanto una sfida di classifica, ma un vero e proprio esame di maturità psicologica per un gruppo apparso scosso dall’ultimo insuccesso internazionale. La compagine di Fabregas, rinvigorita dal punto ottenuto a Milano, si presenterà allo Stadium con la spregiudicatezza di chi non ha nulla da perdere, trasformando la gara in una potenziale imboscata tattica. Per la Juventus, blindare il quarto posto significa innanzitutto ritrovare solidità nei singoli e certezze in una fase difensiva che, orfana di Bremer, rischierebbe di smarrire i propri punti di riferimento storici.
