Vigilia europea ad alta tensione. Alla vigilia di Juventus–Benfica, Luciano Spalletti alza il livello dell’attenzione: “Partita durissima. Servirà una Juve compatta e matura”. Il traguardo è vicino, ma senza scorciatoie. Vincere significherebbe blindare l’accesso ai playoff, però il tecnico frena: “Per vincere bisogna chiedere la disponibilità agli avversari. Di solito non la concedono. Anche loro si giocano tantissimo”. Il Benfica, avverte Spalletti, è squadra capace di cambiare ritmo e ribaltare l’azione con qualità e velocità.
Sotto la lente il calcio portoghese: ordine e continuità sono la chiave. “Se non sei ordinato per tutta la partita, ti risucchiano nel loro ritmo e quando te ne accorgi è tardi”. Il pericolo è la densità sulla trequarti e le verticalizzazioni improvvise alle spalle della difesa.
C’è spazio anche per il rispetto verso José Mourinho: “È un’icona. Incontrarlo è sempre un piacere, ma affrontare le sue squadre è complicatissimo”. Personalità e adattabilità tattica come marchio di fabbrica. Infine la reazione dopo Cagliari: “Nessuno ha mancato il proprio dovere. Sono partite che girano male: si accetta e si va avanti”. Messaggio chiaro al gruppo: fiducia, testa libera e risposta immediata.

