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Juventus, a Reggio Emilia serve una risposta. Sassuolo come banco di prova

Una trasferta che misura ambizioni e maturità; contro un Sassuolo organizzato, la Juventus è chiamata a dare risposte concrete sul campo.

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Archiviata l’ennesima batosta casalinga (più che per il risultato che non per la prestazione) contro il Lecce, alla Continassa è già tempo di guardare avanti. La Juventus è chiamata a reagire immediatamente e il calendario non concede sconti: per la 19ª giornata di Campionato i bianconeri saranno di scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia, ospiti di un Sassuolo che si sta dimostrando una delle realtà più solide e organizzate di questa stagione.

I numeri della squadra di Grosso

Il match di Reggio Emilia, in programma nel giorno della Befana, sarà tutt’altro che semplice. Il Sassuolo di Fabio Grosso, neopromosso solo sulla carta, ha costruito il proprio rendimento su basi solide: organizzazione tattica, identità chiara e una rosa ben bilanciata tra giovani di qualità ed elementi di esperienza.

Dopo 18 giornate, il Sassuolo ha raccolto una media punti superiore alle aspettative, mantenendosi stabilmente nella parte sinistra della classifica. La squadra ha mostrato particolare solidità grazie a un rendimento interno e non fatto di vittorie pesanti e pochi passi falsi. Anche il dato sui gol conferma la crescita della squadra, difesa tra le meno battute del campionato e un attacco capace di andare a segno con continuità, soprattutto sugli esterni.

I neroverdi si distinguono per un’ottima gestione del possesso palla, una fase difensiva compatta e una pericolosità costante sugli esterni, capaci di mettere in difficoltà anche avversari di livello superiore. A fare la differenza è anche una società strutturata, con una dirigenza abituata a programmare, un direttore sportivo che sa fare mercato e uno stadio di proprietà, elementi che nel tempo hanno permesso al Sassuolo di consolidarsi nel panorama del calcio italiano.

Una sfida che pesa nella storia recente

Negli ultimi anni, Sassuolo-Juventus ha spesso rappresentato molto più di una semplice partita di campionato. Nella memoria dei tifosi bianconeri resta ancora vivido il ricordo della stagione 2015-2016, quando una sconfitta di misura proprio contro i neroverdi si rivelò paradossalmente uno spartiacque fondamentale.

Da quella gara, la Juventus fu protagonista di una cavalcata quasi perfetta: 25 vittorie nelle successive 26 partite, 91 punti totali e la conquista dello Scudetto numero 32 (34 considerando anche quelli revocati). Un precedente che non ha valore scaramantico, ma che sottolinea come il Sassuolo sia spesso stato un vero termometro dello stato di salute della Juventus, capace di esaltare o mettere a nudo i limiti dei bianconeri.

Obiettivo Champions

La gara contro i salentini ha sì evidenziato il valore tecnico complessivo della rosa e le idee di gioco propositive portate da Spalletti, ma ha anche confermato criticità ormai strutturali. I problemi non riguardano solo un attacco che fatica a trasformare in gol la mole di gioco prodotta, ma anche un reparto difensivo che continua a pagare a caro prezzo ogni minima disattenzione. Troppo spesso basta un solo tiro concesso agli avversari per subire gol, una statistica che fotografa perfettamente il momento bianconero e che incide pesantemente sulla classifica. Gli uomini di Spalletti sono ora chiamati a dimostrare di aver imparato dagli errori commessi contro il Lecce. Servirà maggiore concretezza sotto porta, più attenzione difensiva e soprattutto un approccio mentale diverso, all’altezza di una squadra che non può permettersi ulteriori passi falsi.

La corsa a un posto nella prossima Champions League è ufficialmente iniziata e ogni punto perso rischia di pesare come un macigno. A Reggio Emilia la Juventus non è chiamata solo a vincere, ma a mandare un segnale chiaro: la stagione può ancora essere raddrizzata, ma il tempo delle giustificazioni è definitivamente finito.

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