Juve, addio a Vlahovic: scatta l’assalto a Kolo Muani e il sogno Osimhen per l’estate

Spalletti ha scelto il francese del PSG, ma Giuntoli non molla la pista nigeriana nonostante i costi record

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La Continassa si prepara a una vera e propria rivoluzione d’attacco, con la consapevolezza che il futuro del reparto avanzato bianconero non vedrà più Dusan Vlahovic come perno centrale. La dirigenza della Juventus, sotto l’egida tecnica di Luciano Spalletti, ha già tracciato l’identikit del successore ideale, individuando in Randal Kolo Muani il profilo perfetto per guidare la manovra offensiva della prossima stagione. Il tentativo effettuato in extremis durante la finestra invernale, sebbene non andato a buon fine per ragioni puramente economiche, ha gettato le basi per un assalto definitivo in estate, grazie a un inaspettato disgelo diplomatico con il Paris Saint-Germain.

La strategia per Kolo Muani e l’asse Torino-Parigi

Il club francese, proprietario del cartellino, aveva mostrato un’apertura sorprendente già nelle scorse settimane, acconsentendo all’ipotesi di un prestito con diritto di riscatto. L’unico ostacolo insormontabile è stato rappresentato dal Tottenham, club in cui il giocatore milita attualmente, che non ha voluto rinunciare all’attaccante a metà stagione. Tuttavia, lo scenario muterà radicalmente a giugno: alla scadenza del prestito con gli inglesi, gli Spurs non avranno più voce in capitolo e la Juventus potrà trattare direttamente con il PSG, forte del gradimento totale del calciatore che farebbe rotta verso Torino con estremo entusiasmo.

L’operazione Kolo Muani resta la priorità assoluta, ma la programmazione di Giuntoli non si ferma a un unico nome. Tra le alternative monitorate con attenzione spicca quella di Jean-Philippe Mateta. Il centravanti, reduce da una trattativa sfumata con il Milan proprio sul traguardo, sta vivendo un momento delicato della carriera: il giocatore sta valutando se sottoporsi a un intervento chirurgico definitivo per risolvere un problema cronico al ginocchio che si trascina dal 2019. Una scelta medica che potrebbe influenzare le strategie bianconere e le valutazioni sulla sua integrità fisica.

Il sogno proibito: il fattore Osimhen e il tetto ingaggi

Sullo sfondo, ma con una forza mediatica e tecnica dirompente, rimane la suggestione legata a Victor Osimhen. La Juventus incrocerà il nigeriano nel brevissimo periodo come avversario, nella doppia sfida di Champions League contro il Galatasaray, un appuntamento che servirà anche a osservare da vicino la condizione del bomber ex Napoli. L’ostacolo principale in questo caso non è solo il costo del cartellino, ma un ingaggio faraonico che attualmente sfiora i 16 milioni di euro netti a stagione.

La nuova politica salariale imposta dalla proprietà alla Continassa è rigorosa: il tetto massimo per i top player si attesterà intorno ai 6 milioni di euro, cifra che rappresenterà il parametro di riferimento per i rinnovi di Kenan Yildiz e l’inserimento di Jonathan David. Per vedere Osimhen in bianconero, dunque, sarebbe necessario un sacrificio economico senza precedenti da parte del giocatore.

La fine dell’era Vlahovic

Tutti i segnali portano verso un’unica direzione: il divorzio da Dusan Vlahovic a fine campionato è ormai considerato una certezza negli uffici della sede juventina. La necessità di alleggerire il monte ingaggi e di trovare un interprete più funzionale al gioco di Spalletti sta spingendo il club a muoversi con urgenza. La programmazione per il post-Vlahovic è entrata nella sua fase operativa, con l’obiettivo di consegnare all’allenatore il nuovo numero nove già ai primi raduni estivi, chiudendo definitivamente un ciclo che ha vissuto di troppi alti e bassi.

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