Sembrava una tigre dai denti a sciabola il Galatasary intravisto nell’andata dei play-off di Champions League, o forse è stata solamente la prestazione della Juventus ad enfatizzare in tal modo la partita di Okan Buruk e i suoi. Nella partita di ritorno i nodi sono venuti al pettine, e con una Juve ad un passo dall’impresa, i turchi sono somigliati più che altro ai tanti gatti che abitano le vie di Istanbul. Sotto di un uomo per circa 60 minuti, la Vecchia Signora ha dimostrato ancora una volta di crederci sempre, nonostante tutto, fino alla fine.
Una partita interpretata alla perfezione
Se alla vigilia del match Spalletti non si era tirato indietro rispetto ad una possibile rimonta, ed anzi aveva dichiarato di dover innanzitutto pensare a segnare il primo gol, la partita è andata esattamente in questo senso. La Juventus ha aggredito gli avversari fin dal primo minuto, concedendo pochissimo ed anzi andando più volte vicino al vantaggio. Rete che poi è arrivata nella seconda metà del primo tempo, grazie al rigore perfetto realizzato da capitan Locatelli. Gol che oltre ad accendere la speranza, ha anche contribuito ad accendere in maniera ulteriore uno stadio già caldissimo per l’occasione.
Succede di tutto nel secondo tempo: prima l’espulsione e poi la clamorosa rimonta
Rientrati dagli spogliatoi convinti delle proprie possibilità, subito le cose si mettono male per Spalletti ed i suoi. Al 48′ Kelly riceve il secondo cartellino giallo, poi convertito in un inspiegabile rosso diretto dal VAR, per un presunto fallo che grida vendetta viste le modalità del tutto accidentali. L’inferiorità numerica, sommata ai due gol da recuperare, avrebbe rappresentato per qualunque squadra uno scalino troppo ripido, ma è qui che invece la partita svolta definitivamente. Apparentemente senza sentire la fatica dei tantissimi impegni ravvicinati delle ultime settimane, la Juventus tira fuori dal mazzo una prestazione commovente: prima il 2-0 firmato da Federico Gatti, seguito dal 3-0 del solito McKennie, al suo decimo gol in Champions League con i bianconeri.
La Juve esce alla fine, ma pone le basi per un futuro luminoso
L’esito dei tempi supplementari è stato infine drammatico: dopo un’occasione sprecata da Zhegrova il Galatasary trova le energie per forzare la stremata difesa juventina, e segna i gol che gli permettono di strappare il ticket per gli ottavi. Ciò che risulta necessario ora però non è leccarsi le ferite, ma pensare a quanto di buono dimostrato, e programmare il futuro di conseguenza. Aver fatto sembrare una squadra in superiorità numerica come quella in inferiorità fa capire quando fondamentale sia stato il lavoro di Spalletti finora.
Partite manifesto come questa, o quelle contro Roma, Napoli e Inter, devono diventare le basi dell’avvenire juventino. Il rinnovo dell’allenatore diventa ora un obbligo che, come sottolineato a fine partita da Giorgio Chiellini, sembra già essere a buon punto. Se Luciano è riuscito a trasformare una squadra in soli 4 mesi, un mercato fatto a dovere e tempo per modellare la sua creatura potranno solo perfezionare quanto di già iniziato.
