Il gol ritrovato in occasione del match disputato contro la Roma all’Olimpico e le buone prestazioni mostrate nelle ultime uscite, restituiscono l’immagine di un Chico Conceição di certo rinvigorito, energie che potranno aiutare la Juventus in vista di un finale di stagione che vedrà i bianconeri lottare per la conquista di un posto nella prossima Uefa Champions League attualmente occupato dal Como di Fabregas e distante un solo punto. Nonostante ciò, le statistiche del portoghese continuano a convincere solo a metà.
Se la rete contro la Roma rappresenta un autentico capolavoro tecnico, è altrettanto vero che è arrivata dopo ben 71 giorni dall’ultimo gol in bianconero, segnato proprio contro i giallorossi lo scorso 20 dicembre.
I numeri parlano chiaro: 33 le presenze complessive tra campionato e coppe e, tra cambi di allenatore e stili di gioco differenti, Conceição negli ultimi mesi era apparso in calo. Solo 4 infatti le reti in totale realizzate finora e 3 in Serie A, un dato che lo colloca, tra gli altri, al pari di Jeremie Boga, arrivato però soltanto nel mercato di riparazione. Un rendimento che, anche alla luce dell’investimento complessivo di circa 40 milioni di euro resta al di sotto delle aspettative iniziali.
Un aspetto riconosciuto dallo stesso Conceição, che al termine della sfida contro la Roma ha dichiarato: “Per diventare di un altro livello devo fare più gol, voglio lavorare tanto su questo. Ho avuto tante opportunità e sono il primo a stare male, so che alla Juve chi gioca davanti deve fare gol”.
Anche gli assist confermano il dato: appena 2 in stagione, con l’ultimo registrato sabato 7 marzo nel poker contro il Pisa. Numeri che evidenziano come, nonostante talento e lampi di qualità, Conceição fatichi ancora ad essere determinante.
Juve, dribbling e poco altro: Conceição fatica a incidere
Con l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina bianconera, Conceição ha trovato spazio con continuità, ma il suo rendimento è apparso spesso poco incisivo. L’esterno portoghese fatica a tradurre in concretezza le proprie qualità: traversoni imprecisi, tempi di inserimento non sempre corretti e conclusioni spesso murate ne limitano l’impatto offensivo.
Inoltre, Conceição punta l’uomo meno spesso di quanto ci si aspetterebbe dal suo potenziale, limitando così la capacità di creare superiorità numerica e di procurarsi falli in zone pericolose.
Dal punto di vista fisico, rispetto a profili come Mbappé (nel suo ruolo originario), Chiesa, Kvaratskhelia o lo stesso Orsolini presenta una struttura fisica più contenuta, che lo rende meno incisivo sulle lunghe distanze. Rimane però un giocatore dotato di grande rapidità nello stretto e di buona tecnica di base, qualità che tuttavia, al momento, non si traducono in un contributo determinante.
In un contesto in cui, anche a causa delle assenze di Vlahović e Milik, il reparto offensivo è chiamato a distribuire maggiormente il peso realizzativo, diventa fondamentale che gli esterni garantiscano maggiore incisività. In questo scenario, con Zhegrova utilizzato con discontinuità e Openda ancora ai margini, l’ex Porto resta una delle principali opzioni, senza però riuscire a imporsi come elemento decisivo.
Stando ai dati offerti da Diretta.it e Sofascore.com, contro l’Udinese Conceição ha tentato 3 conclusioni (due murate ai minuti 8’ e 15’ e una terminata larga al minuto 14’), appena 7 palloni toccati in area avversaria e solo 3 i falli subiti, numeri che evidenziano pertanto una presenza offensiva limitata. Buona invece la precisione nei passaggi (29 riusciti su 31), a fronte però di soli 3 cross effettuati, pochi in relazione al ruolo ricoperto.
Anche la heatmap mostra una presenza prevalentemente larga a destra, con pochi accentramenti e una limitata ricerca della giocata decisiva ed evidenzia inoltre come raramente il portoghese cerchi conclusioni da fuori area, riducendo in tal modo la pericolosità.
Alla luce delle prestazioni offerte, Conceição non sembra ancora emergere come un talento distintivo, ma piuttosto come un profilo tecnicamente valido e facilmente replicabile, privo di quell’incisività necessaria per fare la differenza in un contesto come quello della Juventus. Fresco di convocazione in nazionale e con ogni probabilità titolare nella sfida contro il Sassuolo, resta ora da capire se riuscirà a trasformare i segnali positivi in un rendimento più continuo e determinante.
