Quella che da sempre è considerata, sia a livello di spettacolo calcistico, che di visibilità in termini televisivi a livello mondiale, la partita più importante dell’intera Serie A, è stata ieri privata di qualsiasi valore assimilabile al calcio. L’incredibile svista dell’arbitro La Penna sul doppio giallo a Pierre Kalulu, e la conseguente esultanza a pieni polmoni di Alessandro Bastoni, hanno reso San Siro teatro della più squallida delle commedie all’italiana.
La Penna protagonista dell’ennesimo pastrocchio dell’AIA
Uno dei due protagonisti della partita tra Inter e Juventus è sicuramente stato l’arbitro Federico La Penna. Il fischietto, è già stato condannato dal disegnatore arbitrale Gianluca Rocchi (che pure ha tentato di difenderlo) e quasi sicuramente sconterà una lunga squalifica. Certamente non aiutato da un regolamento VAR piuttosto privo di senso in una circostanza come quella del secondo giallo, fatto sta che l’arbitro della sezione di Roma 1 non ha fatto una grande figura.
Non vedere, o meglio, vedere un tocco che nella realtà dei fatti non esiste, fa ben capire lo status non eccelso dell’arbitro. Se a questo viene aggiunto il fatto che le proteste dei giocatori avversari, nello specifico di Bastoni, riescano nel far prendere una decisione in senso contrario alla norma, ecco che allora il tenerlo lontano dai campi per una determinato periodo sia una scelta saggia.
Capitolo Bastoni, vergognosa simulazione ma nessun rischio squalifica
Il comportamento di Alessandro Bastoni in merito al già citato episodio di fine prime tempo, riassume in toto una serie di controsensi della giustizia sportiva del nostro Paese. Innanzitutto, l’impotenza del VAR di fronte ad una decisione in merito al secondo cartellino giallo (che verrà implementata solamente l’anno prossimo). Inoltre, il comportamento avverso a qualsiasi valore inerente allo sport del difensore interista non potrà nemmeno essere oggetto di prova tv. Al punto 4 dell’articolo 61 del Codice della Giustizia Sportiva, sono indicati ben 4 casi secondo i quali il Giudice Sportivo può decidere di aprire un’indagine. Il gesto del Nazionale italiano, però, non rientra in nessun di questi.
E così, vista la sua situazione al termine della prima frazione di gara, il giocatore sarà regolarmente a disposizione del suo allenatore già dalla prossima giornata. E proprio Cristian Chivu, che fino a questo momento si era distinto in positivo per il suo esprimersi sempre in modo chiaro e abbastanza anticonformista, si è reso ieri protagonista di un vero e proprio dietrofront. Nel difendere il suo giocatore, l’allenatore romeno non si è fatto problemi a dichiarare la correttezza di un’espulsione giudicata da tutto il mondo del calcio, compreso buona parte di quello interista, inesistente.
Una partita, nonostante tutto, sempre in equilibrio
Lasciando da parte qualsiasi riferimento ad errori arbitrali e comportamenti antisportivi, rimane quanto realmente dimostrato sul campo dalla squadra di Luciano Spalletti. Oltre ad un primo tempo giocato decisamente meglio dalla Juventus, come dimostrato dal risultato al 45′ minuto (in cui il gol dell’Inter viene segnato dal duo Cambiaso-Di Gregorio), anche nella seconda metà la figura dei bianconeri è stata tutt’altro che negativa. Nonostante l’handicap dell’uomo in meno, Locatelli e compagni hanno sfornato l’ennesima grande prestazione dell’era Spalletti. Dopo aver anche incredibilmente pareggiato il match grazia al gol del capitano, i giocatori hanno dovuto arrendersi al gol di Zielinski solamente nei minuti di recupero.
In sostanza, la Juventus poteva e doveva evitare la sconfitta. Sia per ragioni di orgoglio che per motivi legati alla corsa Champions League, che dopo la partita di stasera tra Napoli e Roma potrebbe nuovamente mettersi in salita. Nessun vincitore morale, dunque, dopo ciò che è accaduto ieri sera. Non è mai stato nello spirito e nello stile della Juventus, e non lo sarà mai.
