La Juventus di Luciano Spalletti esce con le ossa rotte dall’inferno dell’Ali Sami Yen, travolta per 5-2 dal Galatasaray nell’andata dei playoff di Champions League. In una serata drammatica per la retroguardia bianconera, non è bastata la doppietta d’autore di Teun Koopmeiners per arginare la furia dei turchi, trascinati da un Noa Lang in stato di grazia e da un Victor Osimhen dominante in ogni duello aereo. Il verdetto di Istanbul mette ora la “Vecchia Signora” con le spalle al muro: servirà un’impresa epica all’Allianz Stadium nel match di ritorno per ribaltare un passivo che mette seriamente a rischio l’accesso agli ottavi di finale della massima competizione europea.
La cronaca: dall’illusione di Koopmeiners al blackout difensivo
L’avvio di gara ha subito palesato le difficoltà bianconere nel gestire la pressione ambientale e tecnica dei padroni di casa. Al 15′, un errore marchiano di Yildiz ha permesso a Gabriel Sara di sbloccare il match con un mancino chirurgico. La reazione della Juventus, tuttavia, era parsa quella della grande squadra: nel giro di un minuto, Koopmeiners ha ristabilito la parità sfruttando una respinta corta di Cakir su colpo di testa di Kalulu, per poi firmare il sorpasso al 32′ con un sinistro sotto l’incrocio al termine di uno scambio stretto con McKennie. Ma l’illusione del vantaggio è durata poco, complice anche l’uscita forzata di Bremer per un infortunio al flessore che ha scardinato gli equilibri difensivi di Spalletti.
Il secondo tempo si è trasformato in un calvario tattico e disciplinare. L’ingresso di Cabal al posto di Cambiaso si è rivelato infausto: il colombiano ha prima propiziato il pareggio di Noa Lang al 49′ perdendo un duello con Yilmaz, per poi farsi espellere al 67′ per un secondo giallo inevitabile. In inferiorità numerica, la Juventus è letteralmente colata a picco. Al 60′ la sfortunata deviazione di Sanchez su punizione di Sara ha riportato avanti il Galatasaray, prima che Lang firmasse la sua doppietta personale al 74′ sfruttando un altro pasticcio difensivo tra Thuram e Kelly. Il sigillo finale di Sacha Boey all’86’, nato da un assist monumentale di Osimhen, ha sancito il definitivo 5-2 che condanna i bianconeri a una riflessione profonda.
Spalletti e il peso dell’ingiustizia: «Dobbiamo avere coraggio»
Nel post-partita, Luciano Spalletti non ha cercato scuse, pur sottolineando il clima di estrema tensione ereditato dalle recenti polemiche del Derby d’Italia. «Tutto sembra incandescente, tutto sembra bruciare; devo essere ciò che serve in questo momento e ci vorrà il coraggio giusto per reagire», ha dichiarato il tecnico ai microfoni di Sky, provando a infondere fiducia in un gruppo apparso visibilmente scosso. Spalletti ha lodato lo spirito dei suoi uomini definendoli «uomini che diventano squadra», ma ha dovuto incassare il colpo di una difesa che ha concesso troppo alla qualità di Osimhen, definito «un calciatore completo, capace di generare folate fatte di velocità e rabbia».
Il dirigente bianconero Comolli, intervenuto a margine del match, ha preferito spostare l’attenzione sulla solidità del progetto societario, nonostante la pesante inibizione subita: «Rispetto le decisioni dei giudici, ma sono qui per difendere il club; quello che abbiamo subito a Milano è un’ingiustizia, ma ora dobbiamo guardare al presente». Un presente che, per la Juventus, si chiama ora rimonta impossibile: il 25 febbraio a Torino non saranno ammessi errori, né cali di tensione, per evitare che la campagna europea si chiuda prematuramente tra i rimpianti.
