Condò esalta la Juventus: “Ammirevole, ha dimostrato di avere stoffa e DNA”

Dagli studi di Sky Sport, il giornalista elogia la prova dei bianconeri contro il Galatasaray nonostante l’inferiorità numerica

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La Juventus esce dalla Champions League, ma lo fa a testa altissima, ritrovando in una notte folle quel DNA bianconero che sembrava smarrito nelle ultime settimane. Il verdetto dell’Allianz Stadium recita 3-2 per i ragazzi di Spalletti (risultato che non basta a ribaltare il 5-2 dell’andata), ma la cronaca racconta di un’impresa sfiorata con un cuore immenso. Nonostante l’inferiorità numerica arrivata nel momento cruciale, la squadra ha saputo trasformare la disperazione in ferocia, portandosi sul 3-0 e accarezzando il miracolo del quarto gol prima che la rete di Victor Osimhen spegnesse definitivamente i sogni di gloria.

L’analisi del giornalista Paolo Condò fotografa perfettamente l’anima della serata: «È stata una Juventus ammirevole, capace di essere ardente nell’inseguire la rimonta ma fredda nel ragionare». La gestione della gara in dieci uomini è stata un capolavoro di equilibrio tattico: Perin è rimasto quasi inoperoso, protetto da una fase difensiva granitica che ha concesso solo conclusioni dalla distanza, almeno fino al guizzo del fuoriclasse nigeriano del Galatasaray. Una doppia anima, intensità e controllo, che ha riconciliato l’ambiente con una squadra che troppo spesso era apparsa spenta e priva di identità.

L’eliminazione brucia, ma il messaggio lanciato al campionato e ai tifosi è inequivocabile: la stoffa c’è. Sebbene la tecnica individuale non sia quella dei tempi d’oro, il carattere mostrato sotto le luci dell’Europa rappresenta una base solida su cui Luciano Spalletti potrà ricostruire il futuro. Questa sconfitta “con onore” deve ora trasformarsi in un punto di svolta psicologico: la Juventus ha dimostrato di poter lottare contro chiunque, anche quando tutto sembra compromesso. Ora la sfida sarà dare continuità a questa grinta per trasformare una notte di rimpianti nella prima pietra di una nuova era vincente.

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