La Juventus di Luciano Spalletti scende nell’arena del Rams Park per l’andata dei playoff di Champions League, sfidando il Galatasaray in un clima reso rovente dalle polemiche post-derby. Con il calcio d’inizio fissato per le 18:45, il tecnico bianconero scioglie le riserve sull’attacco: in assenza di Vlahovic, Milik e David, sarà Weston McKennie ad agire da falso nove, supportato dalla fantasia di Yildiz e Conceicao. La missione è chiara: espugnare Istanbul per blindare la qualificazione in vista del ritorno a Torino, cercando di neutralizzare lo spauracchio Victor Osimhen, già a quota 15 reti stagionali.
La formazione ufficiale conferma il modulo 4-3-3, con Di Gregorio tra i pali e una linea difensiva guidata dal pilastro Bremer, affiancato da Kelly (scelto al posto di Gatti) e dagli esterni Kalulu e Cambiaso. A centrocampo, Locatelli agirà da metronomo, scortato dalla fisicità di Thuram e dalla visione di gioco di Koopmeiners. “Dobbiamo restare concentrati su ogni pallone, perché in questo stadio l’errore si paga carissimo”, ha ammonito Spalletti nel pre-partita, conscio del fattore campo turco e della pericolosità di un avversario che schiera veterani del calibro di Gundogan e Torreira.
La sfida rappresenta un banco di prova psicologico per la Juventus, chiamata a reagire immediatamente dopo il controverso ko di San Siro. La scelta di McKennie come riferimento centrale è una mossa tattica volta a non dare punti di riferimento ai centrali Davinson Sanchez e Bardakci, sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti. Con il ritorno previsto tra sette giorni all’Allianz Stadium, uscire indenni dall’inferno di Istanbul diventerebbe il primo mattone verso gli ottavi di finale.
