Il mercato invernale del Cagliari prende forma attorno a un’esigenza chiara: ricostruire il centrocampo. Le assenze di Michael Folorunsho e Alessandro Deiola hanno scoperto una zona nevralgica, spingendo la dirigenza a muoversi con decisione. L’idea è duplice e strutturata: inserire un regista capace di dare ordine e una mezzala che porti dinamismo e profondità. Una strategia che guarda al presente, ma senza perdere di vista la sostenibilità dell’operazione.
Nicolussi Caviglia, pista affascinante ma intricata
In cima alla lista resta Hans Nicolussi Caviglia, profilo che unisce qualità tecnica e duttilità tattica. Il problema non è l’interesse, bensì l’incastro contrattuale. Il centrocampista è al centro di un’operazione che coinvolge Venezia e Fiorentina, con un prestito oneroso e un obbligo di riscatto legato alle presenze.
Una formula che complica ogni margine di manovra immediato. Prima di qualsiasi accelerazione servirà capire le intenzioni della Fiorentina e l’eventuale disponibilità del Venezia a rimettere mano agli accordi. In questo quadro, l’atteso insediamento di Fabio Paratici a Firenze viene considerato un passaggio chiave per chiarire gli scenari.
Le alternative sul tavolo: giovani e profili da rilanciare
Il Cagliari, però, non resta fermo. Sul taccuino della dirigenza figurano diversi nomi, accomunati da potenziale e margini di crescita, ma ciascuno con ostacoli specifici. C’è Vasilije Adžić della Juventus, talento interessante ma legato alle valutazioni bianconere. C’è Niccolò Pisilli della Roma, considerato un prospetto di valore ma difficile da strappare a stagione in corso.
Nel radar rossoblù rientrano anche Antonio Vergara del Napoli e Marco Brescianini dell’Atalanta. Profili diversi per età e caratteristiche, accomunati però da valutazioni economiche non banali e da una concorrenza che rischia di alzare l’asticella.
Non solo centrocampo: un’idea anche davanti
Parallelamente, il Cagliari sta riflettendo su un ritocco offensivo. L’obiettivo è inserire un giocatore offensivo duttile, capace di agire sia sulla fascia sinistra sia in posizione più centrale. Un profilo funzionale al 4-2-3-1, che possa ampliare le soluzioni tattiche e garantire alternative reali durante la partita.
Il casting è aperto e non sarà breve. Ma la sensazione è che, questa volta, il Cagliari voglia intervenire in modo mirato, senza colpi di scena ma con scelte che abbiano un senso preciso nel disegno tecnico. Perché il centrocampo, più di ogni altro reparto, racconta la direzione di una squadra.

