“Non puoi dire no alla Juve”: l’analisi di Carnevali dall’arrivo in società

Carnevali ha parlato a "La politica nel pallone", raccontando le sue sensazioni dopo la chiamata della Juventus, la volontà di riscattare la squadra e approfondendo il tema mercato

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Giovanni Carnevali è intervenuto a “La politica nel pallone”, programma di Rai Gr Parlamento condotto da Emilio Mancuso, rivelando i retroscena della sua scelta di firmare con la Juventus dopo la lunga esperienza con il Sassuolo. Tra i temi trattati, l’ad bianconero ha parlato della sua volontà di riportare la squadra dove merita, partendo dal lavoro in società e passando poi per il mercato.

“La decisione è stata facile”

Quando a chiamare è una società come la Juventus, non è difficile arrivare ad una conclusione. Nonostante un passato ricco di trofei, di nomi e di storia, e le responsabilità di un incarico all’interno del mondo bianconero, Carnevali ha accettato senza problemi: “Tutto si è svolto in modo veloce. Lasciare una società come il Sassuolo non era facile, ma dal momento in cui sono stato chiamato dalla Juventus non ho potuto dire di no

E ancora: “Altri contatti con altre squadre ci possono essere stati, ma quando mi è arrivata la proposta della Juventus la decisione è stata facile. I primi giorni sono stati intensi e affascinanti perché è iniziata una nuova sfida. Mi sono immedesimato in questa nuova esperienza, con tante cose da fare e tanta voglia di fare. Credo ci siano tutte le possibilità per fare qualcosa di importante“.

Focus sull’area sportiva

Il primo campo in cui l’ad è voluto intervenire è stato quello dell’area sportiva, creando un legame tra i vari membri così da avere una prospettiva comune e poter fare grandi passi: “La prima cosa che ho cercato di fare è stata migliorare la struttura sportiva, per cui ho pensato subito di inserire un nuovo dirigente a capo di quest’area, cioè Ricky Massara, che va a lavorare in sinergia con un altro ottimo dirigente come Marco Ottolini“.

Carnevali ha continuato: “Poi c’è sempre Giorgio Chiellini, che curerà i rapporti di relazioni internazionali in quanto è anche consigliere federale della Lega. Andremo a sistemare l’area dello scouting, che abbia una visione nazionale e internazionale. La cosa più importante è avere un allenatore come Luciano Spalletti, che ritengo sia uno dei migliori in assoluto. È una persona straordinaria, che ci può dare garanzia e voglia di costruire qualcosa di veramente valido con delle idee che possono essere vincenti”.

Il mercato e Kolo Muani

L’intervista si è poi spostata sulla questione mercato. Il ritiro è appena iniziato e la Juventus non ha ancora apportato cambiamenti radicali nella rosa, se non l’acquisto di Ekhator e gli addii di Vlahović e Kostić. Come ribadito più volte e confermato da Carnevali, la priorità resta l’arrivo di un portiere di livello e di un attaccante che possa dare garanzie a livello realizzativo e di continuità di prestazioni.

Come non è stata trovata un’intesa con l’Aston Villa per Emiliano Martinez, così, almeno per il momento, non è stato raggiunto un punto di raccordo con il Paris-Saint Germain per Randal Kolo Muani, sul quale si è espresso l’ex Sassuolo: “Per Kolo Muani le richieste del PSG sono troppo elevate, superiori ai 45 milioni. Noi non le riteniamo giuste per il nostro tipo di investimento, per cui o troviamo un accordo o vireremo su qualche altro giocatore“.

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