Dal parametro zero alla maglia numero 10: quattro anni di Kenan Yildiz

In quattro anni Kenan Yildiz è passato da giovane promessa a simbolo della Juventus, conquistando la maglia numero 10 e un ruolo centrale nel progetto bianconero

5 min di lettura

Il 2 luglio 2022 la Juventus ufficializzava l’arrivo di un ragazzo di appena 17 anni, svincolato dal Bayern Monaco e che rappresentava soprattutto una scommessa per il futuro. Il nome? Kenan Yildiz. Quattro anni dopo, quel ragazzo è diventato il simbolo della nuova Juventus, il numero 10 attorno al quale il club vuole costruire il presente e, soprattutto, il futuro.

L’inizio

Dopo aver concluso il percorso nel settore giovanile del Bayern Monaco, Yildiz ha scelto Torino, con la Juventus che anticipa la concorrenza europea e lo inserisce nel proprio progetto tecnico. Nella stagione 2022/23 il talento turco alterna Primavera e Next Gen: tenendo conto di tutte le competizioni Under 19, colleziona in 37 partite, condite da 15 gol e 7 assist. Passa poi alla Next Gen, dove le sue qualità fuori dal comune si confermano anche tra i professionisti, dove mette insieme 2 gol e 1 assist in 14 presenze, dimostrando abilità tecniche straordinarie, dribbling, fantasia, personalità e una naturale capacità di decidere le partite.

L’esordio in prima squadra e la maglia numero 10

La stagione 2023/24 rappresenta il punto di svolta. Massimiliano Allegri lo aggrega stabilmente alla prima squadra e il 20 agosto 2023 arriva il debutto in Serie A contro l’Udinese. Il 23 dicembre 2023, a soli 18 anni e 233 giorni, realizza il suo primo gol in Serie A contro il Frosinone con una splendida azione personale. Diventa così il più giovane calciatore della Juventus a segnare una rete da titolare in Serie A nell’era dei 3 punti. Chiude la stagione conquistando anche la Coppa Italia e dimostrando di poter competere stabilmente ad altissimo livello.

L’estate del 2024 cambia definitivamente la sua carriera. La Juventus gli affida la maglia numero 10, il numero più pesante della storia bianconera, venendo subito indicato come l’erede di Del Piero. Non è solo un cambio di numero, ma un vero e proprio segnale di totale fiducia nei suoi confronti, tanto da farlo diventare il punto fermo della Vecchia Signora, dimostrando continuità, responsabilità e leadership. Gol, assist e prestazioni convincenti lo consacrano come uno dei migliori giovani del calcio europeo.

Ultima stagione tra leadership e difficoltà

La crescita del gioiello turco si evidenzia anche nei numeri, superando la doppia cifra realizzativa in campionato e diventando il principale riferimento tecnico della squadra. Ad oggi con la Juventus ha già collezionato 131 presenze, 27 gol e 21 assist. Numeri importanti per la sua età, soprattutto considerando la rapidità con cui ha conquistato un ruolo da protagonista: una crescita continua, culminata con la maglia simbolo del club.

La stagione 2025/26 è però terminata con un netto ed improvviso calo di rendimento, dimostrato anche dal suo ultimo gol, datato 21 marzo nel match con il Sassuolo. Il tutto dovuto da un importante problema fisico che gli ha impedito di continuare ad essere efficace come accaduto fino a quel momento. Una dolorosa tendinopatia rotulea al ginocchio sinistro, nonostante la quale Yildiz ha voluto essere in campo sottoponendosi a continui cicli di terapie.

Problema fisico per il quale si starebbe anche valutando una possibile operazione per risolvere definitivamente la situazione e che ha pesantemente condizionato il finale stagione bianconero. Senza il proprio faro al massimo delle sue possibilità, la Juventus è scivolata indietro in classifica, senza riuscire nemmeno a qualificarsi per la Champions League.

Il futuro passa da lui

In appena quattro anni Kenan Yildiz è diventato una stella del mondo bianconero. Ora, però, il passo successivo è ancora più impegnativo: designato come pilastro della nuova Juventus, non c’è più bisogno soltanto delle sue giocate spettacolari, ma di un leader capace di decidere le partite, assumersi ancora più responsabilità nei momenti difficili e trascinare la squadra verso il ritorno ai vertici.

Pubblicità