Juventus in Europa League: l’analisi di Spalletti al termine del derby con il Torino

2-2 tra Torino e Juventus. I bianconeri fuori dalla Champions adesso riflettono sulle decisioni da prendere dentro e fuori dal campo

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Il pareggio per 2-2 contro il Torino e le vittorie di Roma e Como hanno spedito la Juventus in Europa League, chiudendo il campionato addirittura al sesto posto, alle spalle del Milan, clamorosamente sconfitto in casa dal Cagliari. Luciano Spalletti, al termine del derby, ha voluto fare una panoramica riguardo il rendimento della squadra dopo una stagione di alti e bassi, ponendo il focus sulla mancanza di carattere mostrata in occasioni in cui vincere era davvero l’unica cosa che contava.

“C’è un percorso da fare, il carattere fa la differenza”

Il tecnico di Certaldo, in conferenza stampa, ha voluto però in primis elogiare quei calciatori che hanno mostrato indole competitiva e forza d’animo fino alla fine, lasciando la sensazione che da questi nomi si possa ripartire nella prossima stagione: “Locatelli si vede che ha carattere, lo mostra in ogni pallone che mette, così come Mckennie. Le rincorse che ha fatto Kenan per venire a difendere e svolgere compiti che non sono del suo ruolo”.

Sarà però necessario puntellare la rosa in modo da poter tornare subito ad ottenere risultati importanti: “Pur avendo a che fare con un gruppo di calciatori serio, sano e forte, mancano alcune caratteristiche: in alcuni momenti non siamo stati bravi a mostrare le nostre qualità perché manca un po’ di carattere. È il carattere che fa la differenza, conta quanto la forza fisica e la qualità tecnica. Mentre la tattica e la tecnica si insegnano, il carattere è una qualità che si ha, e siamo tutti d’accordo di mettere giocatori che alzino il livello caratteriale della squadra”.

L’allenatore bianconero confida quindi nella collaborazione della società, a partire dall’ad Damien Comolli, con il quale condivide il pensiero di avere “i presupposti per giocare con chiunque a testa alta, ma con l’obiettivo di colmare alcune lacune”. Senza il “gruzzolo” della Champions da 80 milioni di euro, lo stesso Spalletti è consapevole delle maggiori difficoltà che si incontreranno durante il mercato, ma per riportare la Juventus ai vertici serviranno unità d’intenti, a partire dall’organigramma dirigenziale.

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