La Juventus di Luciano Spalletti definisce le prime epurazioni strutturali in vista della stagione 2026/2027, mettendo ufficialmente ai margini del progetto tecnico Daniele Rugani e Joao Mario. I due difensori, attualmente impegnati in prestito rispettivamente alla Fiorentina e al Bologna, non hanno convinto le attuali proprietà a esercitare le opzioni di riscatto, rendendo il loro rientro alla Continassa a giugno una certezza burocratica più che tecnica. Per il centrale classe 1994 e il terzino portoghese classe 2000, la permanenza a Torino sarà solo di transito: la dirigenza bianconera ha già dato mandato agli intermediari di individuare nuove sistemazioni a titolo definitivo per snellire il monte ingaggi e liberare slot nella lista UEFA.
L’esclusione dai piani di Spalletti risponde a una precisa logica di rinnovamento atletico e tattico. Rugani, nonostante l’esperienza cumulata in Serie A, non viene ritenuto idoneo per la linea difensiva alta e aggressiva richiesta dal tecnico toscano, mentre Joao Mario non ha mostrato nelle tappe di Firenze e Bologna quella continuità necessaria per competere ai vertici del club bianconero. La Juventus punta a monetizzare tempestivamente le due cessioni per alimentare il tesoretto destinato agli obiettivi élite già tracciati, evitando che il ritorno dei prestiti si trasformi in un pericoloso stallo contrattuale durante il ritiro estivo.
Il futuro dei due calciatori si sposta ora sul mercato nazionale ed europeo, con la Juventus pronta ad accettare formule agevolate pur di garantire una plusvalenza o, quantomeno, un risparmio integrale sugli stipendi. Se per Rugani si prospettano piste legate a club di fascia media in cerca di usato sicuro, per il giovane portoghese la vetrina internazionale potrebbe offrire soluzioni in Primeira Liga. La strategia di Spalletti è chiara: nessuna concessione a chi non garantisce l’impatto fisico e qualitativo richiesto dal nuovo corso, accelerando una diaspora dei “rientri” che segnerà l’inizio della sessione estiva.
