Silenzio stampa e rabbia incontenibile nel ventre di San Siro. La Juventus sceglie la linea durissima dopo il ko nel Derby d’Italia, disertando i microfoni con tesserati e allenatore per dare spazio solo alla protesta dei vertici societari. Il club bianconero contesta apertamente la direzione di gara di La Penna, culminata nell’espulsione di Kalulu, episodio ritenuto discriminante per l’esito del match e sintomo di una gestione arbitrale definita “inaccettabile”.
Le tensioni, esplose già nel tunnel degli spogliatoi al termine della prima frazione con il coinvolgimento diretto di Luciano Spalletti, sono state formalizzate nel post-partita dalle parole di Giorgio Chiellini. L’ex capitano, ora dirigente, ha puntato il dito contro il designatore Rocchi e l’attuale protocollo VAR, parlando di una credibilità del sistema calcio ormai compromessa. Sulla stessa linea l’Ad Damien Comolli, che ha definito “imbarazzante” lo spettacolo offerto a livello globale, scusandosi con i tifosi per l’impossibilità di competere ad armi pari a causa di una “somma di episodi sfavorevoli” che perseguirebbe la squadra dall’inizio del campionato. La società ha annunciato battaglia nelle sedi opportune, compattandosi attorno a un gruppo squadra descritto come profondamente frustrato.
