Locatelli, cuore e capitano: regia, polmoni e il graffio del pareggio in inferiorità

Manuel Locatelli si è ripreso il centrocampo trasformandosi in un pilastro d'equilibrio: un lavoratore instancabile che oscura le linee di passaggio avversarie e garantisce stabilità.

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Tentata l’impresa a San Siro, ma l’inferiorità numerica schiaccia una Juventus agguerrita. Agguantato due volte il pareggio, prima con Cambiaso, poi con capitan Locatelli, ma all’ultimo arriva la beffa nerazzura. La partita finisce 3-2 per i padroni di casa, ma la Juventus torna a Torino con un capitano che ha dato l’anima sul terreno di gioco.

Capitano nel cuore e in campo: la partita di Manuel Locatelli

Dopo l’espulsione di Kalulu al 42′, il compito di Locatelli è cambiato radicalmente. Ha chiuso la gara con 5 intercetti chiave, impedendo ai centrocampisti nerazzurri di imbucare centralmente per Lautaro e Thuram nella fase centrale del secondo tempo. Ha giocato una gara di “lettura”, cercando di compensare la mancanza di un difensore centrale scalando spesso sulla linea dei terzini. 

La partita del numero 5 bianconero è una delle migliori di questa stagione. Difende, attacca, segna e mantiene alta la concentrazione della squadra. L’atteggiamento da vero capitano si è fatto vedere, ed ha trascinato la squadra con lucidità fino alla fine dei novanta minuti.

Il gol dell’83’ è un manifesto della sua maturità tecnica. Invece di crossare o cercare una soluzione complicata. Il momento clou della sua gara. Su un cross dalla destra di McKennie, Locatelli si è avventato sul pallone al limite dell’area e ha lasciato partire un destro di prima intenzione chirurgico e angolato. Sommer si è disteso ma non ha potuto nulla: la palla si è insaccata per il momentaneo 2-2, scatenando l’esultanza dei tifosi bianconeri a San Siro.

Con l’inferiorità numerica, ha agito come schermo davanti alla difesa Kelly-Bremer, recuperando palloni fondamentali e cercando di guidare i compagni (come il giovane Miretti e i subentrati Holm e Koopmeiners) nel momento di massima pressione interista. Ha dimostrato di essere il leader emotivo di questa Juventus. In una serata dove la squadra è rimasta in 10 per oltre un tempo, ha saputo trasformarsi da regista a mediano, trovando anche la lucidità per segnare un gol che sembrava valere un pareggio d’oro. La sconfitta brucia, ma la sua prestazione conferma che è lui uno dei punti di riferimento per i suoi compagni.

Missione Champions: testa al Galatasaray

La Juventus arriva in Turchia con l’obbligo di trasformare la frustrazione in energia cinetica. Non è solo una questione di classifica, ma di mentalità europea: dimostrare che la squadra di Spalletti sa reagire immediatamente alle avversità. Il Galatasaray sta attraversando un ottimo momento e l’ambiente di casa potrà essere un fattore vantaggioso. La Juve dovrà essere brava a “congelare” la partita già nei primi minuti per smorzare l’entusiasmo del pubblico turco.

La squadra turca ha giocatori rapidi tra le linee, per questa ragione la Juve dovrà giocare al meglio in mezzo al campo per forzare gli avversari sulle fasce. In una gara che si preannuncia bloccata, i calci piazzati potrebbero diventare il fattore decisivo per sbloccare il risultato. La missione è chiara: uscire da Istanbul con un risultato positivo per poi giocarsi tutto allo Stadium nel ritorno. La Juventus deve dimostrare di essere una squadra “adulta”, capace di gestire la pressione ambientale e di superare il momento psicologico negativo post-Inter.

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