Il carattere della Juventus emerge nel momento più buio. All’Allianz Stadium, nel posticipo della 24ª giornata di Serie A, i bianconeri di Luciano Spalletti strappano un pareggio per 2-2 contro la Lazio di Maurizio Sarri proprio all’ultimo respiro. Una rimonta completata al sesto minuto di recupero grazie a un’incornata di Pierre Kalulu, che neutralizza il doppio vantaggio laziale firmato da Pedro e Isaksen. Se per la classifica è un punto che permette di blindare il quarto posto, per il morale juventino ha il sapore di un successo, arrivato dopo una partita giocata all’arrembaggio ma compromessa da due amnesie difensive punite cinicamente dai biancocelesti.
Dominio bianconero e beffa Pedro
La gara inizia sotto il segno della celebrazione per Kenan Yildiz, accolto dal boato dello Stadium dopo il rinnovo contrattuale. La Juventus parte forte, sospinta da un Cambiaso in versione incursore e dalla verve del giovane talento turco. Al 15′, la pressione sembra dare i suoi frutti: Koopmeiners insacca sugli sviluppi di un’azione convulsa, ma la gioia viene strozzata dal VAR. La posizione di Thuram, ritenuta influente sulla visuale di Provedel, porta all’annullamento della rete, nonostante le vibranti proteste bianconere per un presunto rigore su Cabal nella stessa azione.
Mentre la Juventus colleziona occasioni — clamoroso l’errore di Cambiaso da ottima posizione — la Lazio resta sorniona, attendendo il varco giusto. Varco che si apre nel recupero del primo tempo: Daniel Maldini, preferito ancora una volta a Noslin in avvio, scippa palla a Locatelli e innesca Pedro. Lo spagnolo calcia dal limite e, complice una deviazione sfortunata di Bremer, beffa Di Gregorio per l’inaspettato 0-1.
Isaksen gela lo Stadium, McKennie suona la carica
La ripresa sembra il proseguimento dell’incubo per Spalletti. Dopo pochi istanti, una transizione rapida dei biancocelesti libera Gustav Isaksen in campo aperto: la progressione dell’esterno danese è inarrestabile e il diagonale fredda ancora una volta il portiere bianconero. Sotto 0-2, la Juventus ha il merito di non scomporsi. Spalletti ridisegna la squadra con gli innesti di Zhegrova e Boga, alzando ulteriormente il baricentro.
La riscossa parte dalla testa di Weston McKennie. Al 65′, su un cross millimetrico di Cambiaso, lo statunitense svetta a centro area e accorcia le distanze, riaccendendo le speranze dei tifosi. La pressione juventina diventa totale: Yildiz impegna Provedel con un destro violento, mentre a McKennie viene annullata la rete del pareggio per una posizione irregolare segnalata dall’assistente.
L’errore di Noslin e il sigillo di Kalulu
La Lazio avrebbe l’occasione d’oro per chiudere il match in contropiede: una ripartenza tre contro uno gestita da Tavares e Dele-Bashiru mette Noslin nelle condizioni di calciare un “rigore in movimento”, ma l’attaccante spedisce incredibilmente il pallone in curva. È l’errore che cambia la storia della partita.
Al 96′, nell’ultimo assalto disperato, Boga pennella un traversone dalla sinistra: Pierre Kalulu, l’uomo che non ha saltato un minuto in questa stagione, si traveste da centravanti e trafigge Provedel con un colpo di testa perentorio. Lo Stadium esplode, Sarri mastica amaro per una gestione del finale troppo rinunciataria, mentre Spalletti può guardare con ottimismo alla volata Champions dopo aver evitato un ko che sarebbe stato pesantissimo.
