Mauro promuove la nuova Juve: «Spalletti fondamentale, ma ora vietato fermarsi»

L'ex bianconero analizza il momento: «Basta parlare di quarto posto, dal prossimo anno si torna a lottare per lo Scudetto»

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La Juventus ha ritrovato la propria anima, e lo ha fatto attraverso un silenzio operoso che profuma di tradizione bianconera. Massimo Mauro, in un’analisi concessa a La Gazzetta dello Sport, ha fotografato il momento di una squadra che, pur avendo chiuso la finestra invernale senza botti in attacco, ha gettato le basi per un futuro solido. Secondo l’ex centrocampista, la rosa attuale ha i tasselli giusti per centrare l’obiettivo minimo: «Questo David è accettabile e Openda è un degno sostituto. Così la Juve può programmare bene il prossimo anno. Ha bisogno della Champions e nel frattempo deve progettare i colpi della prossima stagione».

L’effetto Spalletti e la cultura del risultato

Se la Juventus è tornata a essere un piacere per gli occhi, il merito principale viene attribuito alla gestione tecnica. L’impatto di Luciano Spalletti sulla panchina torinese è stato dirompente, capace di trasformare le prestazioni in risultati concreti, anche se Mauro avverte di non abbassare la guardia. «Non c’è dubbio che la mano dell’allenatore sia stata fondamentale. Alla Juve, tuttavia, non puoi cullarti su quattro partite vinte, ma devi “arrivare”. Spalletti ha fatto benissimo, però bisogna perseverare», ha sottolineato l’opinionista, rimarcando come la bellezza del gioco debba essere sempre finalizzata alla vittoria.

Il nuovo corso bianconero sembra aver recepito il messaggio, merito anche di una struttura societaria che ha saputo fare un passo di lato per proteggere il campo. Lo stile scelto da Comolli e Chiellini è quello della discrezione, lasciando la gestione totale a Spalletti e ai suoi ragazzi. Un approccio definito “molto da Juventus”, che ha permesso alla squadra di mantenersi a +2 sulla Roma in una lotta per l’Europa che si preannuncia serrata.

Oltre il quarto posto: il DNA della vittoria

Nonostante le difficoltà delle ultime stagioni, che Mauro definisce “disastri passati”, l’asticella delle ambizioni deve tornare a salire. Se per quest’anno il quarto posto può essere considerato un traguardo accettabile per ricostruire, dal prossimo anno la musica dovrà cambiare radicalmente. «L’obiettivo deve essere quello di lottare fino all’ultima giornata per vincere il campionato e la Champions. Il quarto posto quest’anno ci può stare, ma l’anno prossimo o si lotta per lo scudetto oppure non è più la Juventus», ha dichiarato con fermezza, tracciando un parallelo con la situazione simile che sta vivendo il Milan di Allegri.

Il big match con l’Inter e il “caso” Yildiz

Il calendario mette ora i bianconeri di fronte alla sfida più dura: il derby d’Italia contro l’Inter. Una partita che, psicologicamente, Mauro vede favorevole alla Juventus proprio perché parte da inseguitrice. I nerazzurri hanno tutto da perdere, mentre la squadra di Spalletti può giocare con la mente libera di chi sfida la capolista.

Una sfida che potrebbe vedere protagonista anche Kenan Yildiz, la cui assenza nell’ultimo turno non ha pesato quanto si potesse temere. La vittoria contro il Parma ha dimostrato che il sistema di gioco di Spalletti è ormai così collaudato da poter sopperire anche alle giornate no delle sue stelle. «Abbiamo sbagliato tutti a dire che se Yildiz non gioca bene, la Juve ha dei problemi grossi. Il gioco di Spalletti ha messo la squadra nelle condizioni di poter sopperire anche a lui», ha concluso Mauro, evidenziando come una volta sbloccato il risultato, questa Juventus sia diventata una macchina da gol quasi incontenibile.

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