Chi passa per Torino mette un piede nei playoff, chi sbaglia rischia di restare fuori. Mercoledì sera all’Allianz Stadium la Juventus ospita il Benfica nella penultima giornata della fase europea, con in palio un passaggio che può indirizzare in modo quasi definitivo il cammino verso febbraio. Dopo il passo falso di Cagliari, i bianconeri cercano risposte immediate davanti al proprio pubblico, mentre i portoghesi arrivano obbligati a fare risultato per non scivolare ai margini dell’Europa che conta.
Una notte europea che pesa più della classifica
I numeri di campionato restano sullo sfondo. La Juventus insegue in Serie A, il Benfica vive una stagione meno lineare del previsto in Portogallo. Ma la Champions, come spesso accade, azzera tutto. Conta l’impatto emotivo, la gestione dei momenti, la capacità di trasformare la pressione in energia. E quando dall’altra parte della panchina c’è José Mourinho, l’attenzione sale automaticamente di livello: contro le sue squadre non esistono partite ordinarie, soprattutto in Europa.
Alla Continassa il lavoro dei giorni scorsi è stato orientato più sulle scelte che sul sistema. L’idea di base non cambia, ma l’interpretazione sì. Luciano Spalletti ha chiesto alla squadra di alzare ritmo e personalità, consapevole che il Benfica verrà a Torino con un piano preciso e con la necessità di colpire.
Le scelte per scardinare il Benfica
La Juventus prepara qualche novità nell’undici iniziale. In avanti prende quota la candidatura di Chico Conceição, chiamato a garantire strappi, imprevedibilità e quel cambio di passo mancato nell’ultima uscita di campionato. Per l’esterno portoghese la sfida ha anche un peso simbolico: affrontare il Benfica, da ex Porto, significa giocare una partita che va oltre i novanta minuti.
Alle sue spalle, o comunque a ridosso della punta, Weston McKennie è l’uomo scelto per rompere gli equilibri. Non un riferimento fisso, ma un incursore continuo, capace di attaccare lo spazio e trascinare fuori posizione la linea difensiva avversaria. Una soluzione pensata per togliere certezze a Mourinho e costringerlo a rincorrere.
Personalità prima della tattica
Più che il modulo, sarà l’atteggiamento a decidere la serata. La Juventus sa che vincere significherebbe mettere una seria ipoteca sui playoff, evitando calcoli e tensioni nell’ultima giornata. Il Benfica, al contrario, arriva con l’obbligo di osare, e questo rende la partita potenzialmente aperta e nervosa. In notti così, l’Europa non perdona esitazioni. Serviranno intensità, letture rapide e una gestione lucida dei momenti chiave. Tutto il resto, come spesso accade in Champions League, verrà dopo.

