Pubblicità

Juventus, Spalletti carica la squadra: “A Cagliari è una finale”

Gestione di Yildiz e Bremer, fiducia in Locatelli e Adzic. La Juve prepara la trasferta con mentalità da Champions.

3 min di lettura

La Juventus si prepara alla trasferta di Cagliari con un approccio che va ben oltre la normale amministrazione. Per Luciano Spalletti, la gara dell’Unipol Domus è una sfida da giocare con la testa e con il coltello tra i denti, perché il margine di errore, in questo momento della stagione, è vicino allo zero.

Una partita da affrontare come una finale

Il messaggio che filtra dalla Continassa è chiaro: a Cagliari si va per vincere, senza calcoli e senza sottovalutazioni. L’ambiente bianconero considera la gara alla stregua di una partita di Champions League, per intensità richiesta e peso specifico in classifica. Non è una questione di retorica, ma di mentalità: servono concentrazione massima e attenzione a ogni dettaglio.

Direzione arbitrale sotto la lente

A dirigere l’incontro sarà Davide Massa, con Marco Guida al VAR. Una designazione che non passa inosservata, alla luce di precedenti che hanno lasciato più di una perplessità tra gli addetti ai lavori. Senza alibi preventivi, ma con la consapevolezza che la Juventus dovrà essere più forte anche degli episodi.

Gestione degli uomini chiave

Sul piano tecnico, Spalletti è chiamato a dosare le energie. Kenan Yıldız convive con un fastidio alla gola e verrà gestito: l’idea è quella di schierarlo dall’inizio e poi affidarsi a Francisco Conceição a gara in corso. Discorso diverso per Bremer, uno che tende ad andare sempre oltre il necessario e che proprio per questo è più complicato da togliere dal campo. Vasilije Adžić, invece, è considerato intoccabile: personalità, tiro dalla distanza e crescita costante lo tengono fuori da qualsiasi ipotesi di mercato invernale.

Capitolo leadership: Manuel Locatelli viene ritenuto un capitano affidabile, perfetto equilibratore nel sistema di gioco bianconero, capace di tenere insieme reparto difensivo e fase offensiva.

Tra gioco e risultati, una sintesi consapevole

Nel dibattito eterno tra giochisti e risultatisti, Spalletti sceglie una terza via. Assorbe principi da entrambe le scuole, ma orienta la squadra verso un calcio offensivo, senza mai perdere di vista l’equilibrio difensivo. Un compromesso maturo, figlio dell’esperienza, che punta a controllare la partita prima ancora che il risultato. A Cagliari non basterà amministrare: servirà giocare sul serio, con coraggio e lucidità. Perché, in questo momento, ogni partita pesa come una finale europea.

Pubblicità
- Pubblicità -