Torino è diventata più fredda nella serata del 3 gennaio, durante la prima partita in casa del nuovo anno contro il Lecce, inaugurata con un 1-1. Tante occasioni sprecate, una palla-gol regalata al Lecce e un rigore sbagliato, valido per il vantaggio bianconero: una partita colma di errori e mancanza di finalizzazione.
Dal lato bianconero, il migliore in campo risulta essere Kenan Yildiz, il quale nella prima mezz’ora ha dominato sulla fascia tra dribbling e scatti vincenti, servendo anche una possibile palla-gol a Cambiaso. Il meno incisivo è stato invece Andrea Cambiaso, sbagliando un passaggio e servendo involontariamente Lameck Banda, il quale riesce a liberarsi delle pressioni di Kalulu e Bremer e tirare in porta, regalando il vantaggio al Lecce.
Un primo tempo altalenante tra occasioni gol e blackout
Nel corso della prima frazione di gioco, Cambiaso ha avuto la possibilità di portare in vantaggio la squadra diverse volte. Il giocatore ha avuto tre occasioni di vedere scritto il suo nome sul tabellone dei marcatori, ma le due parate di Falcone e il tiro alto sopra la traversa hanno impedito le reti. Nonostante ciò ha spinto molto sulla fascia, ma è mancata la precisione in alcuni passaggi e la finalizzazione dei tiri.
Tutto sommato stava disputando un buon primo tempo, dopodichè l’errore. Il numero 27 sbaglia un passaggio in orizzontale e Lameck Banda anticipa Kalulu, si smarca saltando Bremer e tira in porta siglando il vantaggio dei leccesi allo scadere del primo tempo. Questo errore fu fatale per la prestazione del giocatore della Vecchia Signora, il quale non è riuscito a concentrarsi appieno durante la seconda frazione del match.
Il silenzio nella ripresa: il secondo tempo di Andrea Cambiaso
Al rientro dagli spogliatoi non è di certo apparso sereno: i primi 20 minuti della ripresa sono stati caratterizzati da una prudenza eccessiva, quasi per timore di sbagliare ancora. Ha limitato i rischi, preferendo passaggi corti e all’indietro, perdendo quella capacità di “tagliare” il campo verso il centro che è il suo marchio di fabbrica nel sistema di Spalletti.
Anche l’atmosfera è cambiata drasticamente, i mormorii dei tifosi presenti allo stadio non hanno di certo aiutato il numero 27 nella costruzione del gioco. Nonostante i tentativi dei compagni, soprattutto Gatti e Locatelli di incitarlo, il terzino è apparso colmo di energie nervose.
La sua partita è durata fino al minuto 65, prima di essere sostituito da Kostic. Spalletti decide di richiamarlo in panchina, probabilmente preoccupato che, per la foga di rimediare, potesse commettere un altro errore. Il giocatore esce a testa bassa e visibilmente amareggiato. I tifosi si sono divisi in due gruppi distinti: c’era chi lo fischiava per l’errore, mentre la curva ha provato a intonare un coro di incoraggiamento.
Il secondo tempo di Cambiaso è stato quello di un giocatore “con il freno a mano tirato”. La brillantezza tattica è stata sostituita dalla paura di sbagliare ancora, rendendolo l’ombra del giocatore ammirato nella prima mezz’ora di gara.

