Verso Juventus-Lazio: cancellare il blackout di Bergamo e riprendere la corsa sul Napoli

Missione aggancio allo Stadium: la Juventus di Spalletti deve superare il pesante 3-0 di Bergamo sfidando la Lazio di Sarri. Con il Napoli a un solo punto di distanza, i bianconeri cercano la vittoria per il terzo posto, mentre i biancocelesti arrivano a Torino senza Zaccagni e con un attacco ridisegnato per la corsa all'Europa.

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La Juventus deve ripartire subito: dopo il tracollo per 3-0 contro l’Atalanta che è valso l’eliminazione dalla Coppa Italia, i bianconeri tornano in campo allo Stadium contro la Lazio con un unico risultato a disposizione. La sconfitta di Bergamo ha evidenziato crepe difensive inaspettate, ma la classifica di Serie A non permette pause: vincere contro la formazione di Maurizio Sarri significa agganciare il Napoli a quota 46 punti, blindando la zona Champions e impedendo ai partenopei la fuga.

All’interno delle rose: punti di forza e di debolezza delle squadre

La Juventus, dopo la sfida di Bergamo, ha sicuramente molto su cui lavorare e tanto da migliorare, ma non è tutto perso. Contro la Lazio può sfruttare tutti i suoi punti di forza, traendo vantaggio. Spalletti ha istruito i suoi ragazzi alla continua ricerca dei mezzi spazi tra terzino e centrale avversario. Questa capacità di trovare linee di passaggio verticali è il motivo per cui la Juve ha il miglior attacco delle ultime 5 giornate (15 gol complessivi). Oltre a ciò la Vecchia Signora può giocare anche sull’affollamento del centrocampo, in modo tale da poter colpire con inserimenti alle spalle dei difensori avversari.

Ci sono alcuni aspetti a cui la Juventus deve fare particolarmente attenzione, come la gestione del possesso palla se questo parte dal portiere. Il rischio è il pressing ultra-offensivo di Sarri: se la Lazio riesce a sporcare il primo passaggio di Locatelli o Thuram, la Juve può andare in difficoltà come accaduto in Coppa Italia contro l’Atalanta.

La Lazio, dal canto suo, deve fare i conti con un’assenza pesantissima: quella di Mattia Zaccagni. Questa assenza è probabilmente il colpo più duro per la Lazio di Sarri, perché l’esterno azzurro non è solo un titolare, ma l’equilibratore tattico dell’intero attacco biancoceleste. Senza di lui, la manovra rischia di diventare troppo prevedibile. Zaccagni è quello che spacca il raddoppio di marcatura e costringe la difesa avversaria a restare bassa. Senza questo pericolo costante, i terzini di Spalletti si sentiranno molto più liberi di spingere in avanti, sapendo che la Lazio ha meno gamba per colpirli in ripartenza su quella fascia.

Sostituire Zaccagni non è facile perché nessuno in rosa ha le sue caratteristiche esatte, ma le alternative sono Noslin, Isaksen e Pedro. Noslin è veloce e tecnico, ma tende a cercare più la profondità rispetto al dialogo stretto. Questo potrebbe rendere la Lazio più verticale ma meno capace di gestire il possesso palla prolungato. Isaksen potrebbe essere spostato a sinistra a piede invertito, ma perderebbe molto in fase di cross e di copertura difensiva. Pedro, infine, garantisce esperienza e intelligenza tattica, ma a 38 anni potrebbe soffrire il ritmo altissimo che Spalletti imporrà alla gara, specialmente nei duelli fisici con i difensori bianconeri.

L’arsenale di Spalletti e la resistenza di Sarri: i top player a confronto

Spalletti ha diversi trascinatori che, come nella sfida contro il Napoli, possono fare la differenza. Kenan Yildiz è l’uomo chiave di questa stagione. Con 8 gol in campionato, è il miglior marcatore della squadra e il terzo assoluto in Serie A. La sua capacità di saltare l’uomo e trovare la porta partendo da sinistra sarà il pericolo principale per la difesa laziale. Un altro asso nella manica di Spalletti è Weston Mckennie. Definito ormai una “colonna” del progetto tecnico, è pericolosissimo per i suoi inserimenti senza palla. In un sistema che crea densità al centro, lui è spesso l’uomo che sbuca alle spalle della difesa per colpire di testa o in tap-in.

Si inserisce in questa prospettiva anche Jonathan David. L’attaccante canadese, arrivato a parametro zero, si è integrato perfettamente negli schemi di Spalletti. Con 5 reti all’attivo, è il terminale offensivo che garantisce profondità e pressione costante sui centrali avversari. La Juventus può contare anche su Francisco Conceição per quanto riguarda velocità e dribbling, essenziali per scardinare il blocco difensivo di Sarri.

Anche Maurizio Sarri presenta delle insidie. Tra queste il già citato Gustav Isaksen, giocatore rapido e bravo ad accentrarsi per il tiro, reduce da prestazioni in crescita costante. Anche Boulaye Dia può rivelarsi pericoloso. Sebbene parta spesso in ballottaggio, la sua fisicità e il senso del gol lo rendono il terminale ideale per trasformare in rete i cross di Nuno Tavares o le imbucate di Cataldi.

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