Juve, Spalletti rilancia: «Società top, siamo vicini alla svolta»

Il tecnico bianconero promuove la reazione contro la Roma: «Stanchi ma vivi, ora serve tornare a vincere».

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Nella pancia dell’Olimpico, a pochi minuti dall’urlo liberatorio di Gatti, Luciano Spalletti si è presentato ai microfoni con il volto di chi ha visto la propria creatura sull’orlo del baratro e l’ha ritrovata grazie alla forza dei nervi. Il tecnico di Certaldo ha analizzato il 3-3 contro la Roma non come un punto guadagnato, ma come il manifesto di una resilienza necessaria in una congiuntura stagionale che ha visto il sodalizio bianconero martoriato da fatiche europee ed episodi avversi. Nonostante qualche “luce spenta” nella gestione dei momenti chiave, la Juventus ha dimostrato di possedere una vitalità interiore capace di sopperire alle tossine della Champions League, lanciando un segnale di sfida al campionato: il progetto è vivo e, a detta del suo architetto, prossimo alla definitiva maturazione.

L’analisi del blackout e la difesa del gruppo

Il tecnico bianconero non ha nascosto le critiche verso alcuni passaggi a vuoto che hanno rischiato di compromettere il summit. «Abbiamo lasciato spente un paio di luci, sbagliando quattro o cinque palloni in superiorità numerica e fallendo rifiniture decisive, come quel servizio di Thuram per Yildiz troppo profondo», ha puntualizzato Spalletti, evidenziando una mancanza di cinismo tecnico nella ripresa. Tuttavia, il focus dell’allenatore si è spostato immediatamente sulla componente caratteriale: «Accetto l’errore sulla marcatura, ma mi porto a casa la reazione di questi ragazzi che venivano dai centoventi minuti in inferiorità numerica contro il Galatasaray. Hanno dimostrato una voglia di non mollare che mi soddisfa pienamente».

La stanchezza mentale, derivante da un calendario asfissiante e da tre gare giocate in dieci uomini negli ultimi turni, è stata indicata come la principale zavorra della compagine torinese. In questo contesto, il pareggio acciuffato in extremis non è solo un dato statistico, ma la prova provata che lo spogliatoio è ancora compatto attorno alla visione del suo condottiero, nonostante il rammarico per non aver ancora raggiunto quella continuità di “calcio bello e vincente” promesso al suo arrivo.

La visione societaria e l’orizzonte del miglioramento

Nel confronto con la stampa, Spalletti ha speso parole di assoluta stima per l’ambiente bianconero, definendo la società “top” e sottolineando come il percorso di crescita sia costante, sebbene rallentato da episodi sfavorevoli. «Siamo tornati leggermente indietro rispetto alle aspettative iniziali, ma conosco perfettamente le potenzialità di questa squadra», ha ribadito l’allenatore, tracciando la linea tra chi è “bravo” e chi vuole diventare “bravissimo”. Il tecnico ha difeso la propria metodologia di lavoro, spiegando come in questa fase sia prioritario il recupero psicofisico rispetto al carico di lavoro sul campo, per evitare di appesantire ulteriormente una squadra che ha già speso moltissimo.

«Siamo vicini a poter far divertire il nostro pubblico e a portare a casa i risultati che competono a questa maglia», ha concluso Spalletti, con una proiezione analitica che trasforma il pareggio di Roma nel primo mattone di una nuova ripartenza. La sensazione è che la Juventus sia in una fase di transizione tattica dove il cuore sta arrivando dove le gambe non riescono ancora a spingere; una condizione che, nel lungo periodo, potrebbe rivelarsi il vero valore aggiunto per il rush finale della stagione.

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